lunedì 22 giugno 2009

E' il caso di ricordare cosa è un Referendum... pare di SI !

Il referendum è una consultazione popolare su un quesito specifico.
Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati a eleggere la Camera dei deputati. La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto al voto, cioè il 50 per cento più uno. Non si tiene conto delle schede bianche o nulle. Nel caso contrario il referendum viene annullato per mancato raggiungimento del quorum. In Italia il nostro ordinamento prevede tre diversi tipi di referendum abrogativo disciplinato dall’articolo 75 della Costituzione, per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali. Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati a eleggere la Camera dei deputaticonsultivo disciplinato dall’articolo 132 della Costituzione, attraverso il quale si può disporre la fusione di Regioni esistenti o la creazione di nuove Regioni con un minimo di un milione di abitanti, quando ne facciano richiesta tanti Consigli comunali che rappresentino almeno un terzo delle popolazioni interessateapprovativo disciplinato dall’articolo 138 della Costituzione che regola il procedimento di formazione delle leggi costituzionali. Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali possono essere sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi. Non si tiene il referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti. Nella storia della Repubblica c’è stato un solo referendum approvativo, o "confermativo", quando i cittadini italiani sono stati chiamati a esprimersi sulla riforma Costituzionale sul federalismo.

venerdì 19 giugno 2009

Berlusconi tra puttane e puttanate

Giù la maschera! L’affetto e il successo che sta avendo questo mio blog va pagato con la verità: io sono di sinistra anche se non ho nulla a che fare con le forme con le quali la sinistra oggi si manifesta nel nostro Paese. Ho lavorato sette anni fianco a fianco con il Premier per poi abbandonare il suo staff perché non condividevo le sue scelte politiche, soprattutto in campo internazionale. Ho legittimamente contrastato, dove, come e quando potevo la visione del “berlusconismo” pur essendo stato uno di quelli che ha contribuito a crearla.
Non mi ritengo né un pentito, né un rinnegato, ma un uomo che ragiona con la propria testa e che ha una bussola rappresentata dalla coscienza, l’unica alla quale rispondo. Oggi mi devo proprio, per il rispetto che devo alla mia coscienza, schierare in difesa di Berlusconi e vi spiego perché: il potere per sua natura è come una puttana e noi occidentali siamo riusciti negli ultimi secoli a separare il concetto di reato da quello di peccato, è questo significa essere laici, disprezzo il moralismo, soprattutto in chi è venuto su inseguendo le peripezie del “pisellino” di Moravia, queste vergini sante che si scandalizzano per delle puttane da quattro soldi.
Vogliamo ricordarci che era proprio Mao ha volere nel suo letto due vergini per notte? O dell’icona della sinistra democratica, J.F. Kennedy che divideva la Monroe con il capo della mafia? O i vizi dei nostri padri della patria, come il contributo alla ripopolazione del Piemonte dato da Vittorio Emanuele II, o quella data alla Maddalena e Caprera ad opera di Garibaldi, ritenuto poco affidabile per via della sua debolezza verso le gonnelle?
Ci siamo per caso dimenticati della propensione di Mazzini che non riusciva ad astenersi dal palpare culi di qualunque donna gli capitasse? O della cugina di Cavour, la contessa Castiglioni, piazzata dallo stesso nel letto di Napoleone III?
Il binomio politica-puttane è questione che va avanti da sempre: vogliamo ricordare la storia di Willy Brandt e la sua amante della Stasi che stava per costare carissima all’occidente quando il muro di Berlino era ancora ben solido. Oppure Margarine la figlia segreta di Mitterand, oppure lo scandalo delle stagista pagata con il soldi della Casa Bianca di Bill Clinton, infine basta leggere l’ultimo libro di Vespa per avere documentazioni sulla questione. Sepolcri imbiancati e vergini incantate mi fanno ridere, come ridicolo sta diventando Berlusconi, incapace di separare il pubblico dal suo privato. Questo per natura e tradizione è compito delle strutture intorno al Premier ed una delle conclusioni che dovremmo trarre da tutto questo è il licenziamento di Gianni Letta che dirige i servizi segreti in modo quantomeno discutibile.
Così come ho detto l’altro ieri non potete immaginare che l’esplodere di questa sequenza di scandali sia diretta dalla Sinistra o da Repubblica perché non ne avrebbero nessun vantaggio, ho spiegato che è chi sta al suo fianco che ha maggiore interesse a “farlo fuori” e allora bisogna fare muro contro ogni ipotesi diversa da quella di Silvio Berlusconi: l’ipotesi Fini o Tremonti, Letta o Draghi, sono tutte un atto di eversione. Se Berlusconi sarà costretto a dimettersi per le sue infelici frequentazioni, l’unico passaggio istituzionale accettabile è il ricorso al voto. Berlusconi è stato legittimato dal voto degli italiani e chiunque voglia prendere il suo posto deve fare altrettanto e quindi esca allo scoperto. E’ finita l’epoca dei governi balneari, di garanzia, di salute pubblica e d’altronde va anche detto che l’azione politica di Berlusconi non può sottrarsi al giudizio della storia, quindi la riforme che da 15 anni promette agli italiani non possono essere cancellate da un complotto di palazzo. Berlusconi ha una sua idea del Paese che a me non piace e che contrasto, così come contrasto il suo modo di generare consenso e di creare una classe dirigente. Reputo il suo comportamento “idiota” e lo staff che lo assiste “criminale”.
Lui stesso, con il suo comportamento, sta mettendo a repentaglio il suo progetto politico e questo perché si è messo nella condizione di essere ricattato o ricattabile, quindi a qualcosa deve rinunciare. Se domani dovesse dichiarare “A me piacciono le donne e me ne scopo 20 alla settimana” nessuno avrebbe niente da dire, anzi! E allora perché non fa? Semplicemente perché gli costerebbe carissimo, dal punto di vista economico, nella causa di divorzio e contrasterebbe con l’idea che vuole dare di sè di un leader dispensatore di forti principi morali e devoto alla Chiesa Cattolica. Berlusconi affronti lo scandalo e non si imbrogli come ha fatto con Noemi e non perda la dignità con rappresentazioni ridicole da “azzeccagarbugli” come quella che ho sentito ieri in cui sosteneva che a pagare le puttane fossero stati altri. Non si venda per quello che non è, anche perché gli italiani lo hanno votato proprio perché lo conoscono bene e non certo perché è un puritano leader di un partito cattolico.In sostanza o Belusconi o voto!
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mercoledì 17 giugno 2009

IL Complotto

Non esco da una sbornia di Ludlum, ma i complotti hanno accompagnato la storia del nostro Paese. La domanda che impazza su internet e sui giornali è: “Berlusconi è vittima di un complotto?” e soprattutto: “Chi ne è il regista?”.Andiamo per gradi: vi sembra possibile che un fotografo possa passare tre anni appollaiato sulla collina adiacente alla dimora estiva del Presidente del Consiglio e da lì riesce a scattare migliaia di foto senza che i servizi di sicurezza, i servizi segreti, riescano ad intervenire per difenderne la privacy?
Sarà forse perché tutti sapevano, infatti la notizia girava da anni, che la privacy del Premier era quanto meno vivace? Un episodio con questa dinamica può avvenire solo con la complicità di chi istituzionalmente è chiamato a proteggere il Premier. Qualche mese fa sono cominciate a circolare le notizie dell’esistenza di queste foto, pare che una selezione accurata delle stesse sia stata fatta visionare a Veronica Lario. Questo retroscena darebbe una limpida spiegazione del suo comportamento: da una parte esasperata e dall’altra preoccupata che la pubblicazione di quelle foto, potesse travolgere e infangare lei e i suoi figli e quindi la decisione di tracciare una demarcazione netta con il marito. Alla luce di questo la lettura della lettera inviata all’Ansa rende lineare il comportamento della signora e non certamente alimentato da fattori emotivi, semmai dal timore. Riepiloghiamo: il Premier ama fare feste e divertirsi, lo fotografano, mostrano le foto alla moglie e tutto questo con tempi ben calcolati rispetto alle elezioni e facendo coincidere l’esplosione dello scandalo proprio in prossimità della pubblicazione della sentenza Mills che tutti, proprio tutti sapevano che non gli sarebbe stata favorevole. Il combinato disposto non può essere frutto del caso perché troppo puntuale. Secondo me invece, la vicenda di Casoria è un incidente di percorso, un regalo che Berlusconi ha fatto ai complottardi che ha assunto un peso non per la vicenda in sé ma per la gestione da panico che ne è stata fatta e semmai è servita semplicemente da detonatore casuale. Quindi non puntate il dito su Repubblica, o su D’Avanzo che ha avuto il merito di porre delle legittime domande, generate dall’apparizione del Premier a Porta a Porta. E non puntatelo neanche sulla Sinistra in tutte le sue declinazione, non ha i mezzi, né la lucidità o la coscienza pulita per poter fare complotti. No! Non sono un soggetto della partita.
Ma allora dove nasce il complotto? Come dicono gli uomini vicino al Cavaliere, dagli apparati deviato dallo Stato? Da una corrente sfuggita al controllo di Bossi che tenta una destabilizzazione del Paese? Oppure si tratta di qualche stretto collaboratore del Premier? Magari un illustre ministro che si è montato la testa? Certo è che le abitudini e la vita privata di Silvio sono stati il terreno di coltura di questo complotto. Il comportamento di Berlusconi è quantomeno inspiegabile...
www.luigicrespi.it

IL Complotto 2

... Ma due fatti mi hanno convinto che il complotto è maturato a casa di Giulio Tremonti: il primo è che il ministro sembra impegnato a causare a Berlusconi una figura di M. in Abruzzo, secondo mi ha insospettito il suo lungo silenzio sulla vicenda Noemi per poi oggi occupare la prima pagina del Corriere per smentire che il capo del complotto fosse lui.
Francamente gli indizi vanno tutti nella sua direzione, non sono l’unico a sostenerlo, ma se ha sentito così forte la necessità di una smentita, nello stesso giorno in cui veniva pubblicata l’intervista della D’addario e la conseguente apertura del fronte delle ballerine baresi, è evidente che il sospetto su di lui è qualcosa che va oltre il gossip.
Ma qual è il disegno politico di Tremonti, qual è la sua visione del Paese? Quale sogno coltiva? A me è ignoto. Di certo non passerebbe il vaglio degli elettori che come me se dovessero scegliere tra il miglior Tremonti e il peggior Berlusconi non avrebbero un minuto di dubbio e sceglierebbero Berlusconi i cui interessi anche se in conflitto sono sotto gli occhi di tutti.
Non c’è dubbio che questa vicenda ha segnato profondamente l’immagine di Berlusconi, tracciando una linea di declino che pare difficile recuperare, ma di una cosa sono certo: del declino di Silvio non ne trarrà vantaggio Tremonti e sono altresì certo che di questa mia convinzione non è condivisa dal Ministro.

martedì 16 giugno 2009

La Vittoria non Paga

Seicentomila voti in meno è il dato più basso degli ultimi 15 anni questo è il risultato della vittoria di Schifani/Alfano/Castiglione, sullo sconfitto Gianfranco Micciché. Il tono trionfante dei 3 vincitori appare fuori luogo, il prezzo pagato è altissino, la perdita di credibilità pare non reversibile. La guerra delle preferenze ha fatto una nobile vittima, Silvio Berlusconi che il Sicilia ha perso un mezzo milione di preferenze, perché Schifani/Alfano/Castiglione per battere Micchiché non hanno potuto far votare il loro leader come ha spiegato bene Sebastiano Messina su Repubblica qualche giorno fa. Il trenino delle tre preferenze doveva sacrificare un candidato e Schifani/Alfano/Castiglione hanno deciso di sacrificare proprio Silvio Berlusconi, grazie a questo sacrificio ora cantano vittoria perché i loro candidati LA VIA GIOVANNI ha ottenuto 145.544 e IACOLINO SALVATORE ne ha ottenute 141.070 contro le 123.651 di CIMINO MICHELE il candidato di Gianfranco Micciché. Ma è un trucco perché i due candidati grazie alle sovrapposizione delle candidature si sono scambiati i voti nei reciproci territori, un patto elettorale che produce un effetto ottico che va epurato per ottenere il reale peso delle fazioni in campo. LA DUPLICAZIONE GONFIA LE PREFERENZE di Iacolino e La Via di almeno un 30% senza possibilità di essere smentiti. Ecco che allora il Michele Cimino Assessore sospeso dal suo partito e sostenuto da Gianfranco Micciché diventa il candidato che ha ottenuto più preferenze, e quindi è lui il vincitore. Se poi aggiungiamo che il governatore Lombardo a capo del governo sostenuto da Micciché e di cui Cimino fa parte ha ottenuto una vittoria netta proprio a discapito del PDL, il quadro si chiude in modo definitivo su Schifani/Alfano/Castiglione.
Ambrogio Crespi


domenica 14 giugno 2009

Vado a Votare ma non Voto

Continua perseverante il dibattito sullo storico calo d’affluenza al voto in Sicilia, politici e commentatori continuano ad alternarsi per analizzarne i contorni e gli elementi fondanti: le elezioni Europee non sono molto sentite, lo scontro interno alla maggioranza, l’immobilismo del governo Lombardo, l’immondizia sulle strade nel capoluogo, ecc. ecc., solo queste alcune delle principali cause usate per giustificare la mancata affluenza alle urne nell’isola. Ma se si sbagliassero tutti? Se la Sicilia e i Siciliani, che come diceva Sciascia “terra di tutti gli esperimenti politici” fossero semplicemente stanchi e avessero per caso prima di andare a votare guardato la propria tessera elettorale notando che negli ultimi due anni ci sono ben sette timbri per altrettante chiamate alle urne? Se la Sicilia fosse la prima regione a diminuire la propria partecipazione popolare al voto non contro o a favore di qualcuno ma semplicemente per lanciare un messaggio di voglia di stabilità e continuità nell’azione politica e amministrativa? Potrebbe invece essere il caso di riportare all’attenzione il censimento di oltre 65 mila schede bianche, cioè di persone che sono scese da casa, hanno cercato parcheggio, fatta la fila al seggio, consegnato il proprio documento ed entrando in cabina hanno scelto di votare bianco, magari accostandole alle 141 mila che hanno annullato il proprio voto con parolacce o pitturazioni tipiche. Prima di continuare a disquisire sull’astensionismo ci sarebbe forse qualcosa in più da dire sulle migliaia di persone che vanno a votare ma non votano.

giovedì 11 giugno 2009

La Politica Scopre lo Zero

Mai il numero zero ha avuto così tanto valore, soprattutto mai ha reso tanto in termini di visibilità. Il verbo impropriamente transitivo di “azzerare” conosce nello scenario politico il proprio momento di gloria. Il Presidente Lombardo azzera la Giunta Regionale e la vicenda non solo viene ripresa da tutti i media nazionali ma ne vengono analizzati e approfonditi contenuti e contorni con un livello di attenzione pari a una crisi di governo nazionale. Ed ecco che il Presidente Siciliano appare, come per magia, in tutti i più prestigiosi talk show televisivi, Porta a Porta, Ballarò, Matrix, La 7 e così via, pare proprio che l’azzerare valga dieci; anche se a dire il vero, tale valore non si è visto in senso compiuto nelle percentuali di voto della lista del Presidente Lombardo. Certamente però sembra essere diventata un’attività di moda, all’indomani delle elezioni Europee il sindaco di Palermo Diego Cammarata comunica che anche lui ha intenzione di azzerare la Giunta Comunale rilanciando sul Presidente del Consiglio a cui chiede 100 milioni di euro per salvare il disastro AMIA e se ciò non bastasse aleggiano voci incontrollate che a novembre anche il Consiglio dei Ministri potrebbe conoscere alcuni azzeramenti… Non c’è che dire se qualcuno fino ad oggi aveva sottovalutato il numero zero non può che ricredersi.