Bhe ci risiamo, da lunedì ricomincia la discussione su questo luogo tanto virtuale quanto denominato materiale"Tutti in Piazza" lo scopo sarà sempre lo stesso, raccontare e dare voce a tutto ciò che è immaginario collettivo; a tutte quelle verìtà poco fondate ma che animano i commenti e le discussioni in tutti i luoghi d'incontro della nostra città e non solo. Sono e saranno le voci di piazza, i commenti da bancone al bar, da fermata dell'autobus, da sala d'attesa ecc. che ci racconteranno le proprie personalissime VERITA'.giovedì 24 settembre 2009
TORNA LA PIAZZA
Bhe ci risiamo, da lunedì ricomincia la discussione su questo luogo tanto virtuale quanto denominato materiale"Tutti in Piazza" lo scopo sarà sempre lo stesso, raccontare e dare voce a tutto ciò che è immaginario collettivo; a tutte quelle verìtà poco fondate ma che animano i commenti e le discussioni in tutti i luoghi d'incontro della nostra città e non solo. Sono e saranno le voci di piazza, i commenti da bancone al bar, da fermata dell'autobus, da sala d'attesa ecc. che ci racconteranno le proprie personalissime VERITA'.mercoledì 5 agosto 2009
Questo Blog Va al MARE... come è profondo il Mare
Questo Blog ringraziando gli oltre 5.000 lettori, va in VACANZA, anzi va AL MARE…. ci rivediamo a settembre, mondo permettendo.Siamo noi siamo in tanti ci nascondiamo di notte per paura degli automobilisti, siamo i gatti neri siamo pessimisti, siamo i cattivi pensieri e non abbiamo da mangiare, come è profondo il mare.
Babbo che eri un grande cacciatore di quaglie e di fagiani, caccia vie queste mosche che non mi fanno dormire che mi fanno arrabbiare, come è profondo il mare. È inutile non c’è più lavoro, non c’è più decoro Dio o chi per lui sta cercando di dividerci di farci del male di farci annegare, come è profondo il mare. Con la forza di un ricatto l’uomo divento qualcuno, resuscitò anche i morti spalancò prigioni, blocco sei treni con relativi vagoni, innalzo per un attimo il povero al difficile ruolo da mantenere e poi lo lasciò cadere a piangere e ad urlare solo in mezzo al mare, come è profondo il mare. Poi l’urlo diventò un tamburo e il povero come un lampo nel cielo inizio una guerra per conquistare per conquistare quello schermo di terra che il suo cuore voleva coltivare, ma la terra gli fu portata via compresa quella rimasta a dosso e fu sacramentato in un fosso, come è profondo il mare. Poi un mistico forse un aviatore inventò la commozione che rimise d’accordo tutti i belli con i brutti con qualche danno per i brutti che si videro consegnare uno specchio per potersi guardare, Come è profondo il mare. È chiaro che il pensiero da fastidio anche se chi pensa è muto come un pesce, certo che chi comanda non è disposto a fare distinzioni poetiche il pensiero come l’oceano non lo puoi bloccare non lo puoi recintare…. Ci stanno uccidendo il mare.
martedì 28 luglio 2009
Il Partito del Sud... l'analisi di Luigi Crespi
28 lug. - Il partito del Sud è “un’iniziativa lodevole” ma c’è stato “un problema di comunicazione”, perché “pensare che a gestire i fondi Fas saranno gli stessi amministratori al potere ora” è un’ipotesi che “fa rabbrividire i meridionali”. I quali, “sfiduciati dalla politica”, non avranno un vero cambiamento senza “una rivoluzione culturale copernicana”. Luigi Crespi, sondaggista e analista politico, ha spiegato al VELINO la sua idea sul partito del Sud e le direttrici secondo cui potrebbe svilupparsi. A partire da un dato di fatto: a Sud ci sono margini di manovra, a patto che “a un’operazione politica ben strutturata corrisponda una comunicazione altrettanto specifica”.
“Alle elezioni europee – ha osservato il sondaggista - alla perdita di voti del Pdl non è corrisposto un aumento a favore di altri partiti. È calato il Pdl, ma non è cresciuto l’Mpa. Il Pd è al minimo storico. Al Sud è in corso un abbandono della politica. Gli attuali partiti, evidentemente, non sono in grado di dare risposte ai cittadini”. Perciò “chi saprà fare proposte valide al Sud ne ricaverà un vantaggio”.
Anche perché nel Mezzogiorno “esiste un deficit di fiducia sia nella politica che nei dirigenti” che essa esprime: “Oltre l’80 per cento dei meridionali – ha sottolineato Crespi - non ha fiducia nei politici, e la questione è trasversale a tutti i partiti. Un’opzione per ridare fiducia avrebbe quindi un senso”.
L’iniziativa del partito del Sud, di per sé “lodevole”, ha registrato “errori nella comunicazione”, a partire dall’uso mediatico dei fondi Fas.
“Non sono conosciuti dalla maggioranza dei meridionali e comunque l’idea che tali fondi siano gestiti dagli stessi politici, come ad esempio Bassolino, fa rabbrividire i cittadini. Deve esserci un rinnovamento della classe dirigente”.
Crespi ha ricordato che “il motivo per cui la gente al Sud sceglie di votare un partito” è spesso quello che “volgarmente viene definito clientelismo. Il rapporto diretto di convenienza – ha evidenziato - fa sì che i cittadini votino un candidato senza credere nell’opzione politica”.
Crespi non ha dubbi: “Non può esserci un cambiamento senza un moto di ribellione, una rivoluzione di linguaggio, culturale, copernicana nel Mezzogiorno”. Che, ha aggiunto, “ha bisogno di una richiesta politica sostanziata”, a cui i fondi Fas non possono rispondere. “Il ritorno della parola orgoglio al Sud”, secondo Crespi, potrebbe essere un minimo comun denominatore. Ma l’analista ha anche pragmaticamente messo in luce come manchi, anche a livello comunicativo, un’idea chiara di progetto del partito del Sud: “È un qualcosa che non si capisce. Cioè è l’idea di Lombardo, che includerà anche Bassolino e Loiero? Non credo che sia una operazione valida nel Mezzogiorno. O è il progetto che vogliono i colonnelli di An, un partito federato al Sud, una sorta di modello alla catalana? Oppure è quello di Miccichè, che non abbiamo ancora ben capito?”. Crespi ha smentito di essere “lo spin doctor” di questa operazione, anche perché “non c’è un soggetto con il quale farla”. “Il mio legame con Miccichè – ha affermato il sondaggista - è personale e sono d’accordo con le sue intuizioni e istanze politiche, ma sul partito del Sud non trovo un riscontro nella comunicazione mediatica”.
Anzi, l’istanza di Miccichè “in termini di comunicazione ha portato vantaggi alla Lega (che è tuttora una realtà provinciale e non è neanche maggioranza al nord) e a Lombardo. Non mi sembra sia questo il modo di partire dal punto giusto”.
Al Sud occorre, ha concluso, “una rivoluzione ‘liberale e liberante’. Senza questi due fattori, non si va da nessuna parte”. (Velino)
lunedì 27 luglio 2009
Verità, ragione, storia e cervelli in una vasca.
Miccichè e Cuffaro ci dicono di volere solo il bene dei siciliani e che ciò giustifica le intenzioni e le azioni politiche di entrambi. Se non ché, differendo le modalità perseguite dai due, ci si pone il problema di stabilire chi di essi dica la verità e se questa, eventualmente, sia già contenuta nelle loro intenzioni! A ben vedere è alquanto problematico stabilire cosa sia effettivamente la “verità”. Anche a scorrere superficialmente la letteratura sull’argomento ci si accorge facilmente di come essa sia inestricabilmente vincolata dalle teorie semantiche soggiacenti. Il punto si sposta, dunque, nel cercare di stabilire da quale base epistemologica si voglia muovere l’analisi per impostare un ragionamento che possa condurci ad elaborare una nozione di verità che, se non proprio assoluta, sia almeno coerente e, dunque, razionalmente accettabile. Effettivamente tale questione ha infiammato i dibattiti dei filosofi di ogni tempo, finendo col separare, almeno in tempi relativamente recenti, i fenomenologi, che distinguono i fatti e la percezione che abbiamo di essi, dai realisti, per i quali la nostra concezione del “significato” condiziona ciò che percepiamo come “fatti” (perfino il “riferimento” alla sostanza delle cose) e, conseguentemente, ogni storia che potremo raccontare su di essi. Non volendo impelagarsi nelle dispute specialistiche accennate, ci si può attenere alla considerazione che se si accetta che vi sono dei “fatti” che esulano dalla nostra considerazione, resta una mera realtà su cui è possibile sviluppare un materialismo che ne determina la visione storica e dunque una verità univoca; se invece si riconosce che la realtà è condizionata e/o persino costituita da chi la osserva, allora ogni interpretazione rimane relativa a chi racconta la storia, sia che egli si consideri più o meno pragmatico e/o “interno” alla storia stessa, sia che adotti “l’occhio di Dio” nel raccontarcela: in fondo per quel che ne sappiamo, potremmo essere solo dei “cervelli in una vasca”! Recentemente, perfino il Santo Padre è giunto a spiegarci che la realtà ed il messaggio del Salvatore è, sulla base delle testimonianze di cui disponiamo, se non altro storicamente accettabile, per cui è ragionevole e razionale riporvi la nostra fede, più che su altre storie che reggono peggio l’analisi falsificazionista, specie se sofisticata. Ora, tralasciando lo schieramento per “fede” politica e non pretendendo criteri così elaborati per le affermazioni dei politici di cui sopra, sarebbe troppo aspettarsi da loro maggiore franchezza nei comportamenti, così che potremmo disporre di criteri di discernimento ragionevolmente “accettabili” che ci permettano di stabilire chi di essi interpreta più coerentemente e, magari, concretamente meglio i nostri interessi, seppur tralasciando se dicano o no la verità?Giovanni Vitale
giovedì 23 luglio 2009
Il Partito del SUD e la questione meridionale
La questione meridionale è tornata all’onore delle cronache e “il Partito del Sud” ha svolto bene la sua funzione provocatoria.Appare evidente che chi discute se il Partito del Sud si deve fare oppure no è confuso o in cattiva fede.Gianfranco Miccichè se avesse l’ambizione di fondare un partito lo farebbe senza certamente pretendere il benestare dal PDL, la logica ha delle regole a cui anche Miccichè deve attenersi. Questo per dire che chi pensa che la partita si giochi intorno alle ambizione politiche di Miccichè, di Martino o della Prestigiacomo non ha capito la portata del problema e cosa ci stiamo giocando. Il Partito del sud è la conseguenza della derubricazione del sud a problema secondario e marginale, infatti da quando ha fatto capolino si è cominciato a discutere di cose concrete e sono emersi elementi gravissimi. Ma in gioco non c’è l’interesse del sud ma di tutto il Paese stretto dalla morsa leghista e “Tremontiana” che nascondono un progetto eversivo, quello di dividere l’Italia, e visto che non è possibile farlo sotto la spinta della gente perché
Italia uno Strano Paese
Se nasci in Italia il Paese doppio, delle doppie morali, ti possono accadere cose strane. Se sei gay, lesbica o semplicemente hai deciso di vivere con la tua compagna/o ti verrà negato il diritto di farlo, come invece lo possono fare in altri paesi vedi Spagna e dintorni.Se sei un elettore questo è un Paese in cui ti è vietato scegliere il tuo eletto. E se sei un eletto, deputato o senatore avrai meno possibilità di incontrare il tuo presidente del consiglio di una escort. E’ in questo Paese che viene regolamentato il modo in cui restituire l’anima a Dio. E’ il Paese delle pubbliche virtù e dei vizi privati in cui il Vaticano seppellito dagli scandali sulla pedofilia fa la morale contro il libertinaggio. E’ un Paese in cui a sedici anni se bevi una birra in via Torino a Milano danno a te a chi te l’ha venduta e a chi ti ha messo al mondo 400 euro di multa, ma se la stessa birra la bevi a Legnano esattamente a venerdì 10 luglio 2009
Berlusconi Bugie, Verità... solo punti di vista?
Giovanni Vitale