giovedì 17 febbraio 2011

venerdì 11 febbraio 2011

Non esistono uomini e donne capaci in Sicilia?

"La Giunta di governo della Regione siciliana presieduta da Raffaele Lombardo, nella riunione della scorsa notte ha nominato un nuovo dirigente generale. Si tratta di Ludovico Albert, già Direttore dell’Istruzione, Formazione professionale e Lavoro della Regione Piemonte, che andrà a ricoprire l’incarico di dirigente generale dei Dipartimento regionale dell’istruzione e della formazione professionale". Ma Raffaele Lombardo non era un sicilianista convinto, anzi la sua formazione Politica non si candidava a incarnare la rinascita, nel senso più generale, del Sud d'Italia? E' davvero possibile che in Sicilia non ci siano professionalità uomini e donne capaci, oneste, di tale levatura da poter ricoprire l'incarico affidato ad un piemontese... Se si vuole veramente pensare alla rinascita della Sicilia non ci può essere nessun progetto politico che pèrescinda dai SICILIANI.

venerdì 4 febbraio 2011

Gli strumenti per cambiare in Italia e in Africa

La situazione politica italiana si sta imbrogliando come mai in passato: nel crocevia di una crisi che coinvolge problemi economici primari (la produttività manifatturiera del paese), la tenuta delle assemblee legislative (delegittimazione reciproca dei presidenti delle due Camere), la questione morale, il sistema dell’informazione – si succedono accuse reciproche, discorsi minacciosi, addirittura (forse eccitati dagli eventi del Nord Africa) invocazioni alla piazza. L’invito alla calma (lanciato da Napolitano, ripreso perfino da Bossi!) dovrebbe coinvolgere un po’ tutti, anche sacrificando qualche aggettivo di troppo. Le migliaia (e forse centinaia di migliaia) di persone in piazza in Tunisia, in Egitto, nello Yemen che chiedono giustamente la fine delle dittature di eventuali successioni pseudo-dinastiche – attirano la nostra attenzione; hanno un fascino, cui una parte dell’opinione pubblica e della intellettualità italiana è certamente molto sensibile.Più di uno/una comincia a domandarsi se – per risolvere i problemi italiani – non si possa seguire in parte quella strada. Ma noi abbiamo alle spalle secoli di cultura politica e giuridica, da cui sono nate una rete d’istituzioni pubbliche (Parlamento, Regioni, enti locali) e strutture private (i partiti), oltre a una sempre più influente rete informativa, che devono servire proprio a cogliere e incanalare contestazioni e conflitti. La svalutazione reciproca, fin quasi alla demolizione, di queste strutture, si spiega e si giustifica per una serie orrida di eventi e comportamenti, ma va fermata. Perché questi, sia pur difettosi, sono gli strumenti (“europei”) che abbiamo per modificare l’esistente e risolvere i problemi e questi dobbiamo utilizzare. Appelliamoci alla nostra intelligenza. L’alternativa (la piazza?) rischia di farci scendere più in basso. da www.mezzocielo.it

martedì 1 febbraio 2011

In Giappone più bici che motorini.... allora è possibile

In Giappone, nel segmento domestico, sono state vendute più bici elettriche a pedalata assistita che scooter. In totale, riferisce il Daily yomiuri online, sono state acquistate 381.721 biciclette elettriche contro le 380.242 mila moto.

Dunque le bici elettriche si stanno confermando sempre più popolari, grazie anche al fatto che possono essere condotte senza patente. Inoltre le batterie sono sempre più potenti, il che consente a una persona di superare agevolmente le salite senza dover faticare troppo. E le case automobilistiche e motociclistiche più famose hanno deciso di seguire la domanda. Ha iniziato a produrle e a vendere anche Yamaha. Inoltre, si sta sviluppando notevolmente il numero dei parcheggi con ricarica solare.

Nel luglio 2009, grazie a una nuova legge in Giappone è possibile portare in bici anche due bambini e dunque il mercato ha iniziato a produrre bici con tre posti, le mama chari. Le nuove bici sono diventate molto popolari tra le mamme che possono portare facilmente i figli a scuola o in giro per passeggiate e attività varie. Il dato interessante è che la bicicletta a pedalata assistita piace anche ai giovani che stanno rinunciando sempre più agli scooter considerati ingombranti, difficili da parcheggiare e troppo costosi in termini di manutenzione.