giovedì 30 aprile 2009

Differenzia... la Plastica

La plastica rappresenta il 10-12% in peso ed il 20-25% in volume dei nostri scarti. Trae origine dal petrolio e nessun organismo vivente è in grado di metabolizzarla: ciò comporta una permanenza nell'ambiente di lunghissima durata. Inoltre, sottoposta a combustione, la plastica rilascia nell’atmosfera diverse sostanze tossiche e nocive, tra le quali la diossina.
La plastiche più diffuse sono:
PE (Polietilene), usato per fabbricare contenitori per detergenti, sacchetti, nastri adesivi, cassette,; PET (Polietilentereftalato), usato per realizzare bottiglie di plastica o contenitori per detergenti; PVC (Polivinilcloruro), utilizzato per flaconi per detersivi, tubi per edilizia, pellicole per film, contenitori per frutta e uova; (Polistirene), utilizzato per imballaggi e stoviglie (bicchieri, piatti, posate);
Potenzialmente tutte le tipologie di plastica possono essere avviate al riciclo, purché non siano combinate a materiale di diversa composizione. Alcuni tipi di plastica sono inadatti al riciclo diretto: tubetti di dentifricio, custodie di cd-rom, attaccapanni, i quali in alcuni casi possono essere destinati alla produzione di plastiche di bassa qualità, utilizzabili per arredi urbani, recinzioni o imballaggi industriali.
Dal riciclo della plastica è possibile ottenere nuova plastica oppure energia, attraverso la sua combustione, anche se quest’ultima è un’opzione meno sostenibile punto di vista ambientale: con il recupero di 1.000 tonnellate di plastica (ossia la quantità di plastica prodotta da una piccola città) si ottiene il risparmio di circa 3.500 tonnellate di petrolio, cioè l'equivalente dell'energia usata da 20.000 frigoriferi in un anno.

Alcuni consigli su come differenziare la plastica:
- Prima di conferire i rifiuti di plastica è opportuno lavarli, chiuderli con il proprio tappo e pressarli affinché occupino minor spazio.
- Non è necessario rimuovere eventuali etichette di carta.
- Oggetti di plastica quali giocattoli, custodie per cd, portadocumenti, accessori per auto, bidoni e cestini, borse e zainetti vanno, invece, smaltiti nei contenitori dei rifiuti indifferenziati.
Cosa inserire nei contenitori della plastica: tutti i prodotti contrassegnati dalle sigle PE, PET, PP, PVC, PS, vaschette in PVC o polistirolo PS, contenitori vuoti di prodotti per l’igiene personale e della casa (esclusi quelli etichettati T e/o F), sacchetti di plastica, cellophane, buste e sacchetti per alimenti in genere (frutta, verdura, salumi ecc), imballaggi di surgelati (purché senza alluminio), flaconi per creme, salse e yogurt.
Cosa NON inserire nei contenitori della plastica: piatti, bicchieri e posate di plastica, rasoi usa e getta, penne, giocattoli, tetrapak, contenitori con l’etichetta T e/o F, siringhe e rifiuti ospedalieri.
Sapevi che…?
Grazie alla raccolta differenziata e al riciclo, con 20 bottiglie di plastica si realizza un maglione in pile, con 10 flaconi di plastica si fa una sedia e con soli 2 flaconi un frisbee.

mercoledì 29 aprile 2009

Differenzia... Carta e Cartone

La percentuale cartacea dei rifiuti è stimata tra il 20 ed il 30% del totale dei rifiuti solidi urbani. Il 90% dei materiali in carta viene usato una sola volta e poi diventa rifiuto. Soltanto il 10% viene utilizzato per prodotti di lunga durata, come i libri.
Attraverso la raccolta differenziata ed i conseguenti processi di riciclo è possibile produrre “nuova carta” direttamente dalle fibre, evitando l’impiego di pasta di legno o cellulosa vergini e, quindi, l’abbattimento di altri alberi. Infatti, per produrre una tonnellata di carta da cellulosa vergine occorrono: 15 alberi, 440.000 litri d'acqua e 7.600 kWh di energia elettrica. Per una tonnellata di carta riciclata: zero alberi, 1.800 litri d'acqua e 2.700 kWh di energia elettrica. Al contrario, per produrre una tonnellata di carta riciclata, si consumano: 0 alberi, 1.800 litri di acqua e 2.700 kWh di energia elettrica, con un ulteriore risparmiano di 210 Kg di emissioni di CO2 dovute al riciclo stesso e di 1.098 kg di emissioni di CO2 dovute al mancato smaltimento della carta in discarica. Il riciclo della carta può avvenire solo 5-7 volte, perché le fibre si deteriorano, e ogni volta c’è una perdita del 25% della carta raccolta. Tuttavia il riciclaggio è sempre vantaggioso, specie per l’Italia che importa dall’estero le materie prime per fabbricare la carta.
Anche se non è obbligatorio riportare sugli imballaggi il simbolo del materiale o del riciclo, tutte le confezioni che riportano il simbolo CA sono riciclabili.
Alcuni consigli su come differenziare la carta e il cartone:

- Separare giornali e riviste dai loro involucri di cellophane.
- Togliere la “finestra” di plastica dalle buste da lettera.
- Schiacciare le scatole di cartone e cartoncino per ridurne l’ingombro.

Cosa inserire nei contenitori della carta: fogli, quaderni, libri, riviste, giornali, fumetti, buste di carta, opuscoli, sacchetti di carta, confezioni per uova in cartone, cartone a pezzi, cartoncini di ogni tipo, documentazioni di archivi, registri, schede, tabulati, imballaggi in cartone ondulato o scatole di qualsiasi forma o misura, purché appiattiti.
Cosa NON inserire nei contenitori della carta: piatti e bicchieri di carta plastificata o cerata, carta bagnata o sporca di cibo, materiale organico, tovaglioli di carta sporca, carta carbone, carta chimica fax, carta oleata, carta cerata e pergamenata, carta presente nei contenitori in tetrapak con il simbolo CA (carta/alluminio), cellophane.
Sapevi che...?
· Il 90% dei quotidiani italiani è stampato su carta riciclata.
· Quasi il 90% della scatole per la vendita di pasta, calzature e altri prodotti di uso comune sono realizzate in cartoncino riciclato.
· Il 100% delle scatole per prodotti più fragili o voluminosi sono realizzate in cartone riciclato.

R come Raccolta Differenziata


La raccolta differenziata è un passaggio fondamentale all’interno del Ciclo Integrato dei Rifiuti, perché permette di evitare inutili sprechi. Infatti, gran parte degli oggetti di cui ci serviamo quotidianamente, una volta utilizzati, non esauriscono la propria utilità: attraverso la raccolta differenziata è possibile avviare processi di recupero grazie ai quali ottenere nuovi materiali e prodotti, risparmiando così ulteriori risorse naturali ed energia e riducendo la quantità complessiva di rifiuti destinati alle discariche.
Fare la raccolta differenziata, ovvero suddividere i rifiuti in frazioni merceologiche omogenee e conferirli separatamente negli appositi contenitori, è facilmente attuabile nella vita quotidiana, particolarmente in ambito domestico. Oltre ai materiali di scarto più comuni, come carta, vetro, plastica o metalli, possono essere conferiti in maniera differenziata anche farmaci, pile, rifiuti organici o apparecchiature elettroniche.

martedì 28 aprile 2009

Alcuni Consigli su come Ridurre tutti i giorni

Scegli articoli che abbiano imballaggi poco voluminosi.
Gli imballaggi costituiscono circa il 30-40% del peso e il 50% del volume di tutti i rifiuti solidi urbani. L’80% dei rifiuti da imballaggio è costituito da materiale in vetro, plastica e cartone.
Spesso gli imballaggi vengono usati a solo scopo promozionale ed è preferibile acquistare prodotti contenuti in confezioni poco voluminose: pertanto, per diminuire le quantità dei propri rifiuti, è necessario porre la giusta attenzione fin dal momento degli acquisti.

Evita di acquistare stoviglie di plastica o prodotti usa e getta.
La loro apparente economicità e praticità rende l’utilizzo dei prodotti monouso molto diffuso: piatti, posate e bicchieri di plastica, tovaglioli, tovaglie e fazzolettini di carta, sacchetti per la spesa di plastica, ma anche batterie, macchine fotografiche, rasoi, lenti a contatto e molti altri beni di consumo, sono progettati per essere usati una volta soltanto, comportando elevati costi sociali ed un notevole impatto sull’ambiente.
Limitando l’acquisto di queste merci si riduce notevolmente il volume dei rifiuti prodotti sia in ambito domestico che non.

Scegli il “formato famiglia”.
Per i prodotti che non hanno scadenza a breve termine, è bene evitare i formati “monodose” in quanto necessitano di essere confezionati singolarmente, causando una maggiore produzione di rifiuti da imballaggio da smaltire. Al contrario, il formato “famiglia” consente non solo di ridurre la quantità di imballaggi, ma anche di conseguire un notevole risparmio economico.

Preferisci il vuoto a rendere.
Il sistema del “vuoto a rendere”, che è generalmente previsto per i contenitori e le bottiglie in vetro, ma che avviene a volte anche per le bottiglie in plastica, consente di ridurre la produzione di rifiuti con un notevole risparmio di materie prime.

Preferisci prodotti venduti al banco.
L’acquisto al banco di prodotti come frutta e verdura, salumi e formaggi o prodotti da forno (pane, pizza, dolciumi), permette di ridurre la produzione di materiali di scarto, oltre che di controllare con maggiore facilità la quantità, la qualità e la freschezza dell’alimento.

Dove è possibile scegli prodotti ricaricabili.
Quando è possibile, utilizza le ricariche dei prodotti (refill). Ciò ti permetterà di ridurre la quantità dei rifiuti da imballaggio, oltre che di conseguire anche un risparmio economico.

Preferisci prodotti concentrati.
Un prodotto compatto e concentrato permette di ridurre notevolmente il volume dell’imballaggio. Inoltre, prodotti di questo tipo, richiedendo una quantità minore di materie prime per il confezionamento, incidono meno anche sui costi e sull’impatto ambientale relativi al trasporto.

Riduci il volume del rifiuto.
La riduzione dei rifiuti domestici riguarda, oltre che la loro quantità, anche la loro voluminosità. Comprimere il volume della spazzatura, schiacciando, ad esempio, le bottiglie di plastica, le lattine o le scatole di cartone, permette ai cassonetti di contenere una maggiore quantità di rifiuti e ai mezzi di trasporto della nettezza urbana di ridurre il numero dei viaggi.

Scegli prodotti durevoli, riparabili e intercambiabili.
È importante fare attenzione alla qualità del prodotto e alla possibilità di sostituirne o ripararne le singole componenti: moltissimi oggetti di uso comune hanno un ciclo di vita breve e quando si rompono, il più delle volte non sono riparabili, oppure la loro riparazione risulta più costosa dell’acquisto di un pezzo nuovo. In altri casi, quando a usurarsi è solo una parte dell’oggetto che non è possibile sostituire, diviene necessario riacquistare l'intero prodotto.

R come Riduzione

La riduzione dei rifiuti, intesa sia come diminuzione della produzione che come riduzione dei quantitativi da smaltire in discarica, consente di:
· risparmiare le materie prime impiegate nei processi produttivi, le quali, non essendo rinnovabili, sono disponibili in natura in quantità limitata;
· risparmiare l'energia necessaria per produrre i beni di consumo, limitando l'inquinamento ed il conseguente impatto ambientale.
La normativa vigente (“Testo Unico dell’Ambiente”, D. Lgs. 152/06) definisce le azioni finalizzate a favorire la prevenzione e la riduzione della produzione dei rifiuti:
- lo sviluppo di tecnologie pulite che consentano un maggior risparmio di risorse naturali;
- la promozione di azioni di informazione e sensibilizzazione rivolte a cittadini ed operatori del comparto economico-produttivo;
- l'immissione nel mercato di prodotti che consentano di ridurre la produzione di rifiuti;
- la promozione di accordi e contratti di programma finalizzati alla prevenzione ed alla riduzione della quantità e della pericolosità dei rifiuti. Nel rispetto della vigente normativa, ogni singolo attore di sistema è chiamato ad assumere comportamenti virtuosi, operando quotidianamente scelte responsabili e sostenibili, attraverso cui ridurre al minimo l’impatto ambientale dei propri consumi, e divenendo parte attiva all’interno del Ciclo Integrato dei Rifiuti.

lunedì 27 aprile 2009

R come Riutilizzo

Il riutilizzo è una pratica fondamentale che permette, attraverso semplici gesti, di conseguire una notevole riduzione della quantità di rifiuti prodotti. Spesso, infatti, ci si disfa di un oggetto non appena si ritiene non più utilizzabile, oppure superfluo: utilizzare più volte uno stesso oggetto, anche in modo diverso rispetto alla sua originaria funzione, prolungandone la “vita” e l'utilità prima di considerarlo rifiuto, rispetta pienamente il principio di sostenibilità delle risorse a disposizione. Per questo motivo è importante scegliere, al momento dell’acquisto, prodotti che siano riutilizzabili, come pile ricaricabili o borse per la spesa in cotone o in juta.
Riparare
È bene verificare la possibilità di riparare un oggetto prima di gettarlo definitivamente.
Vendere o donare
Prima di ricorrere all'acquisto o allo smaltimento di beni durevoli, quali vestiti, mobili o elettrodomestici, è opportuno considerare la possibilità di rivenderli o donarli, incrementando in tal modo le pratiche di riutilizzo.
Reinventare
Con un po’ di fantasia possiamo reinventare la destinazione d’uso di molti degli oggetti di uso quotidiano: una bottiglia di plastica può diventare un vaso o un imbuto, le lattine possono diventare dei portapenne, i barattoli per alimenti possono essere usati come portaoggetti.

LE R PER L'AMBIENTE

Una gestione dei rifiuti corretta e sostenibile è possibile attraverso l’assunzione di comportamenti e abitudini consapevoli e responsabili, che consentano un minore impatto sull’ambiente e un risparmio di risorse naturali. Produrre meno rifiuti, riutilizzare il più a lungo possibile gli oggetti di uso quotidiano e valorizzare i materiali di scarto attraverso la raccolta differenziata, permettendo di reinserirli nei cicli produttivi, sono pochi e semplici gesti quotidiani sufficienti per dare il proprio contributo nella piena
valorizzazione dei nostri rifiuti, da intendere oggi come una preziosa risorsa utile per noi e per l’ambiente.