lunedì 4 aprile 2011

La raccolta differenziata PaP è una tecnica di gestione dei rifiuti che prevede il periodico ritiro, presso il domicilio dell’utenza, del rifiuto urbano prodotto dalla stessa, che consente di raggiungere elevati valori di raccolta differenziata. Tale modalità, introdotta recentemente in Italia, è parte della cultura dei paesi nordeuropei ormai da decenni. Vengono generalmente ritirati i diversi tipi di rifiuti in giorni e contenitori diversi. I rifiuti urbani non differenziati vengono ritirati con frequenze diverse a seconda della tipologia.

Questo sistema è considerato il metodo più funzionale per incrementare la percentuale di rifiuti destinati al riciclaggio.Tuttavia, un aspetto problematico del sistema consiste nella possibile scarsa collaborazione da parte di noi cittadini, che dovremmo avere maggior cura nel differenziare correttamente i rifiuti da avviare al riciclo, in questo modo si aumenta la quantità e la qualità della raccolta differenziata, secondo le indicazioni dettate dal Programma Provinciale Gestione dei Rifiuti. E’ inoltre un modo per responsabilizzare ognuno di noi sul corretto conferimento dei rifiuti e per migliorare l’aspetto dell’arredo urbano attraverso l’eliminazione dei cassonetti su strada.

Lo svuotamento dei contenitori è effettuato da Amiat nei giorni previsti dal calendario fornito nella fase di attivazione. Ogni condominio dovrà organizzarsi per l’esposizione dei contenitori nei giorni e negli orari stabiliti dal calendario stesso. Dovrebbe essere tutto proprio così ma a Palermo, in cui si inizia a intravedere questa metodologia, una volta differenziati e raccolti dove vanno a finire i rifiuti....

Spostarsi in Autobus a Palermo...

Cari palermitani, prepariamoci al peggio anche in tema di trasporti pubblici urbani. Io sono uno che l'autobus lo prende ogni mattina, quindi non parlo per sentito dire. O meglio vedo e sento. Vedo direttamente il peggioramento progressivo del servizio e sento i cittadini, alle fermate e dentro lo stesso autobus, lamentarsi in modo crescente giorno che passa. Se la prendono anche con l'autista che, ovviamente, c'entra poco o nulla.
Parliamo del 101, quindi non dell'ultima linea nel più abbandonato quartiere periferico di Palermo, che peraltro qualche diritto l'avranno pur loro, ma della principale, quella che percorre la più importante arteria della città, dallo Stadio Barbera alla Stazione centrale. La frequenza è indicata, nei giorni feriali, dalle 7 alle 20, 4/8 minuti. Bene, cioè male, ormai si attende anche per 15 minuti. Può capitare anche di più. Salvo, poi, vederne passare due, uno dietro l'altro. L'attesa così lunga, non più episodica, nella linea ammiraglia, produce immediatamente un intollerabile affollamento. Si sta stretti come sardine, in vetture sporche e palesemente mal tenute, qualcuno rinuncia, nella speranza che ne arrivi uno che non assomigli a un carro bestiame. L'Amministrazione comunale, evidentemente, si guarda bene dal comunicare alla cittadinanza che è già in atto l'annunciato taglio delle corse. E quando la cosiddetta razionalizzazione, cioè la diminuzione delle corse e delle linee sarà effettiva e completa, cosa succederà? Si guarda bene dall'informare sulla disastrosa condizione del parco mezzi. Si guarda bene dal confessare che la situazione economica dell'azienda è vicina al collasso. Del resto, al pari delle altre aziende, dove i lavoratori ormai temono pure per la regolarità del loro
da pipporusso.it

mercoledì 30 marzo 2011

Le biomasse nel futuro di Termini

L’unica fabbrica italiana della Fiat che ha un minimo di certezze per il futuro è quella di Termini Imerese, provincia di Palermo: alla Fiat di Termini, infatti, sanno tutti che tra poco non esisterà la Fiat di Termini. L’azienda è stata chiara, lo stabilimento verrà chiuso. Da quando si sanno i “piani industriali” per Termini, però, è stato tutto un fioccare di proposte, ipotesi e trattative. Come quella dell’ex ministro Scajola che, prima di scoprire che qualcuno gli aveva quasi regalato una casa, ha proposto una centrale nucleare al posto della Fiat. Per sfregio alla proposta nucleare è arrivata poco dopo quella del fotovoltaico e delle auto elettriche. La famosa proposta “sunny car in a sunny region”. Ora, per restare in tema, arriva quella delle biomasse. Proviene da Biogen, società di proprietà di Ricciarelli Spa (che fa packaging per prodotti alimentari) e MondoPower (che fa energie rinnovabili). La “proposta Biogen” consiste in un investimento da 160 milioni di euro, 19 dei quali messi dallo stato italiano, per costruire una centrale a biomasse con 70 occupati: oli vegetali per produrre energia elettrica e calore. Considerando che in Sicilia non ci sono coltivazioni consistenti di piante oleose da industria, e che a Termini Imerese c’è un porto (seppur malandato), è lecito supporre che le biomasse non siano esattamente a km zero. Fatto sta che la “proposta Biogen” prevede anche la cessione alle aziende del distretto industriale di Termini di energia a costi favorevoli. Se l’affare non dovesse andare in porto, considerato che l’energia nucleare non è proprio proponibile di questi tempi, c’è anche l’ultima soluzione: a Termini ci facciamo gli studi televisivi di Einstein Multimedia, che già in Sicilia produce l’orribile serie tv (pesantemente sovvenzionata dalla Regione) “Agrodolce”.

La guerra Italo Francese per l'energia

In queste ore l’Italia e la Francia insieme ad altre nazioni della Comunità Internazionale (con la notevole esclusione della Germania) stanno bombardando la Libia per difendere le popolazioni inermi attaccate dal loro stesso esercito. Chi ci crede? Crediamo davvero che tale veemenza sia per i diritti delle popolazioni? O piuttosto alla base c’è solo la questione energetica? L’Italia e la Francia bombardano e litigano tra loro. Potrebbe essere una lettura quella che la Francia vuole controllare le fonti energetiche del mediterraneo potendo così condizionare le sviluppo di tutti i paesi rivieraschi? Potrebbe la Francia voler mettere pressione sull’Italia che sembrerebbe aver frenato sul nucleare dopo l’incidente giapponese e che quindi non riceverà, almeno per ora, i lauti compensi promessi dal Governo italiano per la sua obsoleta tecnologia nucleare? La Germania invece sta fuori da questo incidente libico e ha dichiarato di voler uscire dal nucleare e di voler affidare l’85% della propria produzione alle rinnovabili. Alle rinnovabili che stanno sul suo territorio e che non devono essere prelevate da territori altrui. Alle rinnovabili che non costringono a far guerre per avere energia. Invece di fare assi diplomatici italo tedeschi sulla Libia (mai gli assi politici italo tedeschi hanno avuto grande fortuna), perchè non ci avventuriamo con la Germania nello sviluppo del rinnovabile? Avremmo un partner solido e un futuro economico baciato dal sole e spinto dal vento
Marco Trapanese

martedì 29 marzo 2011

"Tutti in Piazza", il blog di Ugo Piazza: Risultati del sondaggio

"Tutti in Piazza", il blog di Ugo Piazza: Risultati del sondaggio

Risultati del sondaggio

Qual è il tuo stato d'animo sull'utilizzo della base militare di Birgi sulla questione Libica? Questo è stata la domanda che abbiamo voluto porre nell'ultima settimana ai nostri lettori, certi di trattare un tema di grande attenzione. In effetti così è stato. Circa 300 persone hanno voluto esprime il proprio parere con le seguenti percentuali di voto:il 37,9% dei votanti si è detto molto preoccupato, il 36,6% preoccupato, il16,6 ritiene giusto l'utilizzo della base di Birgi, il 4,8 si è invece dichiarato indifferente e il 4,1 poco preoccupato. Se emerge un dato percentuale inequivocabile di grande attenzione e preoccupazione, lo spunto risulta anche interessante per fare qualche considerazione su i vari aspetti correlati alla crisi Libica e più correttamente su quella che sta coinvolgendo l'intero bacino sud del Mediterraneo.

La prima considerazione non può che soffermarsi sull'operazione militare “di pace”. Infatti è quantomeno singolare come negli ultimi anni le innumerevoli azioni militari della coalizione occidentale verso i paesi arabi, nonostante l'impiego di navi,missili,aeri,forze di terra,blindati ecc. ecc. con relativi centinaia di morti da entrambe le parti sono tutte chiamate e proclamate azioni di “Pace”....

La seconda è certamente da fare rispetto all'esodo ormai di massa dei così detti profughi. Infatti c'è da chiedersi e forse anche da rivedere il concetto di profugo. Se ormai il dato è allarmante, basti pensare che a Lampedusa, territorio Italiano e perciò europeo, ci sono più profughi, clandestini, rifugiati, che residenti bisogna interrogarsi da cosa questi poveracci scappano. Prima scappavano dai regimi anti-democratici e dittatoriali, oggi che è in corso di il processo di democratizzazione in patria da cosa fuggono...? La terza e per ora ultima considerazione può di riflesso essere attribuita ai tanto acclamati festeggiamenti, di appena qualche giorno fa, per i 150 dell'unità d'Italia. L'italia festeggia la propria garibaldina unità, Viva! Ma oggi in nome di quella solidale unità, ci fosse una regione che è disponibile a dare una mano a Lampedusa e alla Sicilia accogliendo parte dei c.d. Rifugiati... neanche a parlarne.