giovedì 23 giugno 2011

Il Terzo polo più indeciso del Primo e del secondo...

No alle elezioni anticipate. “Ni” al governo politico. Sì, al candidato unico in vista delle prossime amministrative. Il Terzo polo si stringe in un coordinamento unico e rivendica di rappresentare, adesso, un terzo delle forze all’Ars. Dentro questo coordinamento, infatti, confluiscono i deputati di Mpa, Fli, Udc e Alleati per la Sicilia.

Elezioni anticipate
“Il Terzo polo – ha detto Francesco Musotto (nella foto) – nasce con una chiara intenzione: quella di portare il governo Lombardo alla fine della legislatura. Anzi, questo coordinamento rafforza un percorso già iniziato in Aula da forze politiche di ‘idem sentire’. Non capisco – ha aggiunto – la proposta del Pd di andare alle elezioni anticipate. Io invece direi che i prossimi anni saranno decisivi per portare a compimento molte delle riforme avviate dall’esecutivo”.
“Noi – ha aggiunto Mario Bonomo di Api, confluito in Alleati per la Sicilia - abbiamo sposato l’idea rinnovatrice di questa maggioranza. E per portare avanti le riforme c’è bisogno di tempo”.

Governo tecnico o politico
“Noi non siamo dogmaticamente affezionati – ha spiegato Musotto – nè all’ipotesi del governo tecnico nè a quella del governo politico. Certo, i tecnici potevano e dovevano fare di più. Anche in questo caso, però, non capisco la posizione del Pd che invoca la nascita del governo politico, criticando l’operato di quello tecnico. La maggior parte dei tecnici, infatti, fa riferimento alla loro area, non certo alla nostra”.
“Il Pd – ha detto Bonomo – dovrebbe anche spiegarci se nella sua idea c’è quella di un’alleanza con Idv e Sel. Noi ovviamente, diciamo ‘no’ a qualsiasi proposta di questo tipo”.
“Le ali estreme – ha puntualizzato Nunzio Cappadona, capogruppo di Aps – non sono compatibili col nostro gruppo, che punta a sostenere un governo moderato”. “L’agenda – ha puntualizzato Livio Marrocco, di Fli – non ce la impone il Pd. Ma la dettiamo noi. Certo, insieme alle forze riformiste con le quali stiamo già collaborando. L’alleanza col Pd – ha aggiunto Marrocco – è da verificare nel tempo. Non dimentichiamo che novità potrebbero arrivare anche dal centrodestra…”.
“Sabato e domenica – ha aggiunto Musotto – l’assemblea costituente del nostro partito farà chiarezza su molte delle questioni attualmente in discussione”.

Insieme alle amministrative
E il Terzo polo darà un segnale chiaro della fresca “unità di intenti” alle prossime elezioni comunali. “Testeremo il nuovo polo – ha annunciato Marrocco – alle prossime amministrative, dove correremo insieme scegliendo un solo candidato”.
“Il nostro obiettivo – ha aggiunto Giulia Adamo, capogruppo Udc – è quello di riempire di contenuti questa alleanza, portando in Aula norme che servono ai cittadini, nell’ottica di collaborazione al governo Lombardo”.
“Questo gruppo di deputati – ha concluso Musotto – farà da pungolo e da stimolo all’esecutivo. Le primarie? Stanno diventando un mito. Ormai nessuno può dire di essere contrario…”.

lunedì 20 giugno 2011

ParlandO con Orlando

Il rapporto del Pd con Lombardo

“Gli elettori hanno scelto Lombardo. Ora non c’è più quella maggioranza: dunque si torni dagli elettori per capire se vogliono ancora Lombardo. Il Pd è a un bivio. O lasciano Lombardo o il Partito democratico verrà lasciato dai suoi elettori. Aspettiamo che il Pd faccia i suoi interessi, ma c’è un limite a tutto. Lo diciamo da tempo che non ci stiamo che non ci staremo che non possiamo allearci col Pd che sostiene Lombardo. Vediamo se il Pd capisce e rinsavisce. Altrimenti, ne faremo a meno e costruiremo una coalizione che faccia gli interessi dei siciliani e che ascolti quello che chiedono i cittadini. Il Pd deve assolutamente lasciare Lombardo. In caso contrario, non siamo disponibili a parlare di nulla. Lombardo è un Cuffaro senza cannoli”.

Palermo e i precari
“Palermo, ai miei tempi, era in una situazione drammatica. Quando cominciò il maxiprocesso, venne annunciata una marcia di protesta dei disoccupati contro lo Stato che combatteva la mafia ma non dava lavoro. C’era un clima ingestibile. Mettemmo in campo interventi per l’emergenza. Nessun precario può dire di avere trovato il lavoro grazie a Leoluca Orlando. Il punto è come si risolve il problema del precariato. Dopo che abbiamo dato questa risposta ci siamo attrezzati. Abbiamo inquadrato le persone secondo la competenza e la qualifica. Il problema di fondo è che dieci anni fa il processo si è interrotto, da quando non sono più sindaco, cioè. Hanno trasformato il lavoratore in un assistito. Hanno costruito un mostro che si chiama Gesip che serve per le prebende e gli amici degli amministratori. Il precario è una sorta di lavoratore a perdere. Nel ‘99 e nel 2000 quando io ero ancora sindaco, Palermo ha ricevuto da Moody’s un rating ottimo per cui per il mercato internazionale avere a che fare con noi era meno rischioso che avere a che fare con la Fiat e con il governo nazionale”.

Orlando sindaco
“Che io abbia fatto il sindaco di Palermo se ne sono accorti tutti. Almeno questo. Io non so cosa farò da grande. Non vivrò mai più un’esperienza così bella come essere sindaco di Palermo. Io seguo con attenzione come un candidato sindaco la vicenda del Comune. Seguo pure le vicende giudiziarie sulle elezioni passate. Nonostante, i ritardi la sentenza arriverà. Il procedimento elettorale è stato falsato. Io avevo il 57% al primo turno. Sono impegnatissimo per le prossime elezioni comunali. Ci vuole un programma condiviso poi si facciano le primarie. Il sindaco oggi non c’è”.

Il successore
A una domanda sul perché non abbia nominato un delfino, Orlando risponde: “Io sono un repubblicano. I successori esistono in monarchia. In democrazia i successori li scelgono gli elettori, non li nomina il sovrano”.

Sanità e forbici
“Noi ci occupiamo della Sanità in tutta Italia. La relazione sulla Sicilia è in fase di definizione, sarà pronta a settembre. Abbiamo affrontato il problema del “Bambin Gesù” con la massima serietà nel corso delle audizioni. C’è una questione aperta di cardiochirurgia e cardiologia pediatrica. Abbiamo chiesto una dettagliata relazione. C’è una cardiologia pediatrica alla Casa del sole di Palermo che la Regione voleva smembrare. Siamo intervenuti. Si è pensato di non smembrarla più, ma di allocarla altrove. Un giudizio su Massimo Russo? Si veniva da una condizione tremenda, la gestione della Sanità era disastrosa. Russo è stato costretto a fare un’operazione contabilmente rigorosa. Bisognava tagliare. Il tema è su cosa si è tagliato. C’è assistenza nelle grandi realtà urbane, ma si è desertificato il territorio, Si sono tagliati servizi ai cittadini”.

venerdì 17 giugno 2011

Inchiesta Blis per la procura è tutto ok

Non si placa il contesto intorno all’inchiesta Iblis. Secondo fonti giudiziarie, il ministero della Giustizia avrebbe richiesto una relazione alla Procura generale di Catania sull’avocazione dell’inchiesta Iblis messa in atto dal procuratore capo facente funzioni Michelangelo Patanè (nella foto), un provvedimento che non ha mancato di suscitare polemiche. La relazione dovrebbe chiarire le modalità della spaccatura all’interno della Procura di Catania sulla richiesta di rinvio a giudizio a carico di Raffaele Lombardo. Potrebbe essere un atto propedeutico all’invio di ispettori ministeriali nella città dell’elefante.

Alcune fonti istituzionali confermano che si tratterebbe di “atto dovuto ma non necessariamente collegato con l’invio di ispettori ministeriali”.Dalla Procura di Catania però non arrivano conferme. Nei giorni scorsi, il procuratore Capo Michelangelo Patanè a Livesicilia aveva spiegato che non esisterebbero “spaccature all’interno della Procura di Catania, soltanto valutazioni accurate delle ipotesi di reato all’interno di indagini in corso”.

”Non è previsto né è stato disposto alcun accertamento ispettivo in merito alla revoca delle deleghe dell’inchiesta disposta dal procuratore capo facente funzioni della Procura di Catania, il quale avrebbe stralciato la posizione del governatore siciliano”. Lo si precisa dal ministero della Giustizia a proposito di notizie di stampa su sviluppi dell’operazione antimafia Iblis e sulla revoca delle deleghe disposta dal vertice dell’ufficio giudiziario del capoluogo etneo.

I volti della Sicilia

lunedì 13 giugno 2011

Inchiesta su Lombardo... la Procura può attendere

E’ rimasta posteggiata su quel tavolo attorniato da poltrone in pelle al primo piano del Palazzo di Giustizia di Catania, la richiesta di rinvio a giudizio per i fratelli Lombardo che era stata firmata con il pieno consenso di tutti e quattro i pm titolari dell’inchiesta: Giuseppe Gennaro, Iole Boscarino, Agata Santonocito e Antonino Fanara. Alla fine però, sulla poltrona che è stata del predecessore Vincenzo D’Agata, l’attuale capo facente funzioni della Procura di Catania Michelangelo Patanè, ha deciso di avocare a sé l’inchiesta stralciando le posizioni di Angelo e Raffaele Lombardo. Una decisione che era stata già inquadrata tra le possibili alternative, almeno da quando, i tentennamenti sulle scelte a carico dei Lombardo, rischiavano di far scadere i termini di custodia cautelare per i capi di Cosa Nostra. Insieme ai fratelli Lombardo, si discute sulla possibilità di stralciare la posizione di Ferdinando Bonanno della Eurospin. Attenzione però: stralciare non vuol dire “archiviare”, né “chiedere l’archiviazione”. L’inchiesta per concorso in associazione mafiosa è ancora in piedi solo che a condurla non sono coloro che sin dal primo momento hanno indagato: fatto raro ma previsto dalla legge. I sussurri del palazzo di Giustizia catanese puntano sull’assegnazione al pm Carmelo Zuccaro, molto vicino a Patanè e al predecessore D’Agata, è un tecnico di alto profilo che ha dedicato le proprie forze alla ricerca di presunti punti deboli dell’inchiesta su Lombardo alla luce delle recenti pronunce della Cassazione. Di fatto l’indagine a carico dei fratelli Lombardo e della cupola di Cosa Nostra, procederà su binari differenti. In pratica i pm titolari dell’inchiesta, sono stati spogliati del fascicolo sul quale indagavano, lo stesso che conteneva 80mila pagine di atti e intercettazioni. Per i mafiosi coindagati nello stesso procedimento si procederà con la richiesta di rinvio a giudizio. Ma ogni decisione deve ancora passare da un Gip. Di sicuro però, i tempi per i Lombardo si allungano. Su Catania incombe la nomina del nuovo procuratore capo. In corsa ci sono Giuseppe Gennaro, Giovanni Tinebra e Giovanni Salvi.

E SE VINCESSE IL SI


In Italia ci sono pochissimi precedenti in cui, dai radicali ai tentativi di Mariotto Segni, si è riusciti a raggiungere il quorum referendario del 50% + 1. E quei pochissimi risalgono ad anni in cui il fermento sociale era ben diverso, gli anni 70, e riguardavano per quei tempi delle vere e proprie rivoluzioni sociali, basti ricordare aborto e divorzio. Il referendum abrogativo, perché ricordiamo che in Italia è costituzionalmente ammesso solo quello abrogativo cioè se sei contrario a una cosa devi votare SI, sembra sia sulla buona strada per raggiungere il famigerato quorum che renderebbero i risultati vincolanti per chi governa. Si è detto un po di tutto su questo risultato, è un voto contro il governo, è un referendum per mandare a casa Berlusconi, il nucleare è una scusa per fare da traino, testimonia che il berlusconismo è finito ecc. ecc. Personalmente al di la degli effetti correlati, come dire delle possibili controindicazioni non previste dai contenuti espressi nei quesiti, il grande afflusso alle urne testimonia una cosa soltanto e nella sua unicità straordinaria, CHE L'ITALIA è VIVA, che gli Italiani sono vivi, che c'è ancora la maggior parte della popolazione che pur schiacciata da una crisi senza uscita e da un “fine mese che si accorcia sempre di più” si ricorda che un diritto ineluttabile c'è, ed è nelle sproprie mani, IL VOTO.

giovedì 9 giugno 2011

Caro Miccihè il Sud conti per quanto vale e non quanto la Lega....

”Siamo fuori dal Pdl” perchè vogliamo ”incidere” sulla politica del governo come fa la Lega. Lo afferma Gianfranco Miccichè, leader di Forza del Sud uscendo da palazzo Grazioli dopo aver incontrato il premier Silvio Berlusconi. ”La mia permanenza nel governo – ha aggiunto – è nelle mani” del presidente del Consiglio e ora ”decide lui”.
La trappola sembra essersi richiusa, ma questa volta non parliamo di una trappola politica, bensì di una evidenza, nell'azione di comunicazione della politica italiana diventata cronico errore.
La comunicazione politica di questi ultimi anni, che ha fatto la fortuna di Berlusconi, è stata governata e diretta su una strategia unicamente di "rimbalzo". Qualsiasi argomento, problema, prospettiva, prima viene sparata sul bersaglio, il Cavaliere, su cui rimbalza, tornando al mittente in forma di polemica e reciproche accuse, con l'utilissimo epilogo di spostare l'attenzione dai problemi e farla gravitare sulla fisicità della persona abile a martilizzarsi. Tutto questo credo finalmente stia cambiando, ma non vorrei che a non accorgersene sia proprio il mio amico Gianfranco Miccichè, neo paladino della contro rivoluzione meridionalista. L'errore che intravedo e che si stia replicando il quadro comunicativo standard, ma ormai superato. Sembra infatti che per il leader di Forza del Sud il problema non è il meridione, una seria riforma e ricambio della classe dirigente e politica del mezzogiorno, l'utilizzo degli ultimi Miliardi di euro dell'UE, le infrastrutture e molto altro, ma sembra piuttosto e ormai lo ripete ogni comunicato stampa, che l'obiettivo si quello di CONTARE QUANTO LA LEGA, allo scopo esplicitato di poter ricattare il Governo, come del resto fa la Lega da tempo. Caro Onorevole, i tempi sono cambiati perfino qui in Sicilia, la comunicazione politica sta tornando a essere comunicazione diretta verso la gente, il presidente Berlusconi negli ultimi 15 anni ha dato una lezione "amara" di come si gestisce la comunicazione in politica, ma ora come si dice "ha tentato il ramino ed è rimasto incartato.... Se deve intraprendere un vero percorso di rinnovamento per il SUD lo faccia senza antagonismi verso nessuno, tanto meno verso la Lega il cardine dell'azione politica non può essere "vogliamo contare quanto la lega" ... magari potremmo dire... vogliamo che il sud conti per quanto realmente vale... e allora le assicuro altro che Lega.
Buon Lavoro Ugo Piazza

mercoledì 8 giugno 2011

Caro Amico ti scrivo... tutti pazzi per Semilia

Eccomi qui, la così tanto paventata eminenza grigia del caso Biagio Semilia, il fantasma che si nasconde... Ugo Piazza nato a Palermo il 18/01/72 amministratore Unico della Piazza Group srl di Palermo via XX settembre 11, 90143, autore del video blog "tutti in piazza", il classico tipo che sfugge...
Caro Biagio, capisco il tuo momento di disagio, ma non me ne dolgo. Puoi scegliere di far scrivere ai tuoi galvanizzati fans tutti i commenti che vuoi e tu stesso crogiolarti nelle convinzioni più ponderate e consce, ma il sole non si nasconde con un dito, io sono il proprietario del blog del senatore Fabio Giambrone, anch'io li faccio per mestiere, come di circa altri 80 domini di cui alcuni molti attivi. Proprietario dei domini sì, a garanzia dell'investimento fatto e della manutenzione da fare quotidianamente, e credo tu di queste cose dovresti intendertene, ma dei contenuti non di certo, anche se capisco in assenza di verità palesabili può far comodo pensarlo, i titolari, soprattutto nel caso specifico: un senatore della repubblica, su un inchiesta ripresa dal venerdì di repubblica, l'espresso, la repubblica palermo, l'ufficio legale del Senato ecc. ecc. Mi sembrano abbastanza adulti e vaccinati per far da soli, il tutto testimonia solo una cosa... O sono d'avvero un'eminenza grigia dell'informazione Italiana o si cerca un accusatore per non rispondere alle accuse.... per me, ti dico la verità, è lo stesso. Resta singolare che tra le mille righe scritte contro il COMPLOTTO verso di te, non si sia trovato il tempo di spiegare cosa c'è di falso in quello che si dice. Ti auguro di poter fare chiarezza su tutto e riprendere serenamente il tuo lavoro.
da www.ugopiazza.it