giovedì 30 aprile 2009

Differenzia... la Plastica

La plastica rappresenta il 10-12% in peso ed il 20-25% in volume dei nostri scarti. Trae origine dal petrolio e nessun organismo vivente è in grado di metabolizzarla: ciò comporta una permanenza nell'ambiente di lunghissima durata. Inoltre, sottoposta a combustione, la plastica rilascia nell’atmosfera diverse sostanze tossiche e nocive, tra le quali la diossina.
La plastiche più diffuse sono:
PE (Polietilene), usato per fabbricare contenitori per detergenti, sacchetti, nastri adesivi, cassette,; PET (Polietilentereftalato), usato per realizzare bottiglie di plastica o contenitori per detergenti; PVC (Polivinilcloruro), utilizzato per flaconi per detersivi, tubi per edilizia, pellicole per film, contenitori per frutta e uova; (Polistirene), utilizzato per imballaggi e stoviglie (bicchieri, piatti, posate);
Potenzialmente tutte le tipologie di plastica possono essere avviate al riciclo, purché non siano combinate a materiale di diversa composizione. Alcuni tipi di plastica sono inadatti al riciclo diretto: tubetti di dentifricio, custodie di cd-rom, attaccapanni, i quali in alcuni casi possono essere destinati alla produzione di plastiche di bassa qualità, utilizzabili per arredi urbani, recinzioni o imballaggi industriali.
Dal riciclo della plastica è possibile ottenere nuova plastica oppure energia, attraverso la sua combustione, anche se quest’ultima è un’opzione meno sostenibile punto di vista ambientale: con il recupero di 1.000 tonnellate di plastica (ossia la quantità di plastica prodotta da una piccola città) si ottiene il risparmio di circa 3.500 tonnellate di petrolio, cioè l'equivalente dell'energia usata da 20.000 frigoriferi in un anno.

Alcuni consigli su come differenziare la plastica:
- Prima di conferire i rifiuti di plastica è opportuno lavarli, chiuderli con il proprio tappo e pressarli affinché occupino minor spazio.
- Non è necessario rimuovere eventuali etichette di carta.
- Oggetti di plastica quali giocattoli, custodie per cd, portadocumenti, accessori per auto, bidoni e cestini, borse e zainetti vanno, invece, smaltiti nei contenitori dei rifiuti indifferenziati.
Cosa inserire nei contenitori della plastica: tutti i prodotti contrassegnati dalle sigle PE, PET, PP, PVC, PS, vaschette in PVC o polistirolo PS, contenitori vuoti di prodotti per l’igiene personale e della casa (esclusi quelli etichettati T e/o F), sacchetti di plastica, cellophane, buste e sacchetti per alimenti in genere (frutta, verdura, salumi ecc), imballaggi di surgelati (purché senza alluminio), flaconi per creme, salse e yogurt.
Cosa NON inserire nei contenitori della plastica: piatti, bicchieri e posate di plastica, rasoi usa e getta, penne, giocattoli, tetrapak, contenitori con l’etichetta T e/o F, siringhe e rifiuti ospedalieri.
Sapevi che…?
Grazie alla raccolta differenziata e al riciclo, con 20 bottiglie di plastica si realizza un maglione in pile, con 10 flaconi di plastica si fa una sedia e con soli 2 flaconi un frisbee.

mercoledì 29 aprile 2009

Differenzia... Carta e Cartone

La percentuale cartacea dei rifiuti è stimata tra il 20 ed il 30% del totale dei rifiuti solidi urbani. Il 90% dei materiali in carta viene usato una sola volta e poi diventa rifiuto. Soltanto il 10% viene utilizzato per prodotti di lunga durata, come i libri.
Attraverso la raccolta differenziata ed i conseguenti processi di riciclo è possibile produrre “nuova carta” direttamente dalle fibre, evitando l’impiego di pasta di legno o cellulosa vergini e, quindi, l’abbattimento di altri alberi. Infatti, per produrre una tonnellata di carta da cellulosa vergine occorrono: 15 alberi, 440.000 litri d'acqua e 7.600 kWh di energia elettrica. Per una tonnellata di carta riciclata: zero alberi, 1.800 litri d'acqua e 2.700 kWh di energia elettrica. Al contrario, per produrre una tonnellata di carta riciclata, si consumano: 0 alberi, 1.800 litri di acqua e 2.700 kWh di energia elettrica, con un ulteriore risparmiano di 210 Kg di emissioni di CO2 dovute al riciclo stesso e di 1.098 kg di emissioni di CO2 dovute al mancato smaltimento della carta in discarica. Il riciclo della carta può avvenire solo 5-7 volte, perché le fibre si deteriorano, e ogni volta c’è una perdita del 25% della carta raccolta. Tuttavia il riciclaggio è sempre vantaggioso, specie per l’Italia che importa dall’estero le materie prime per fabbricare la carta.
Anche se non è obbligatorio riportare sugli imballaggi il simbolo del materiale o del riciclo, tutte le confezioni che riportano il simbolo CA sono riciclabili.
Alcuni consigli su come differenziare la carta e il cartone:

- Separare giornali e riviste dai loro involucri di cellophane.
- Togliere la “finestra” di plastica dalle buste da lettera.
- Schiacciare le scatole di cartone e cartoncino per ridurne l’ingombro.

Cosa inserire nei contenitori della carta: fogli, quaderni, libri, riviste, giornali, fumetti, buste di carta, opuscoli, sacchetti di carta, confezioni per uova in cartone, cartone a pezzi, cartoncini di ogni tipo, documentazioni di archivi, registri, schede, tabulati, imballaggi in cartone ondulato o scatole di qualsiasi forma o misura, purché appiattiti.
Cosa NON inserire nei contenitori della carta: piatti e bicchieri di carta plastificata o cerata, carta bagnata o sporca di cibo, materiale organico, tovaglioli di carta sporca, carta carbone, carta chimica fax, carta oleata, carta cerata e pergamenata, carta presente nei contenitori in tetrapak con il simbolo CA (carta/alluminio), cellophane.
Sapevi che...?
· Il 90% dei quotidiani italiani è stampato su carta riciclata.
· Quasi il 90% della scatole per la vendita di pasta, calzature e altri prodotti di uso comune sono realizzate in cartoncino riciclato.
· Il 100% delle scatole per prodotti più fragili o voluminosi sono realizzate in cartone riciclato.

R come Raccolta Differenziata


La raccolta differenziata è un passaggio fondamentale all’interno del Ciclo Integrato dei Rifiuti, perché permette di evitare inutili sprechi. Infatti, gran parte degli oggetti di cui ci serviamo quotidianamente, una volta utilizzati, non esauriscono la propria utilità: attraverso la raccolta differenziata è possibile avviare processi di recupero grazie ai quali ottenere nuovi materiali e prodotti, risparmiando così ulteriori risorse naturali ed energia e riducendo la quantità complessiva di rifiuti destinati alle discariche.
Fare la raccolta differenziata, ovvero suddividere i rifiuti in frazioni merceologiche omogenee e conferirli separatamente negli appositi contenitori, è facilmente attuabile nella vita quotidiana, particolarmente in ambito domestico. Oltre ai materiali di scarto più comuni, come carta, vetro, plastica o metalli, possono essere conferiti in maniera differenziata anche farmaci, pile, rifiuti organici o apparecchiature elettroniche.

martedì 28 aprile 2009

Alcuni Consigli su come Ridurre tutti i giorni

Scegli articoli che abbiano imballaggi poco voluminosi.
Gli imballaggi costituiscono circa il 30-40% del peso e il 50% del volume di tutti i rifiuti solidi urbani. L’80% dei rifiuti da imballaggio è costituito da materiale in vetro, plastica e cartone.
Spesso gli imballaggi vengono usati a solo scopo promozionale ed è preferibile acquistare prodotti contenuti in confezioni poco voluminose: pertanto, per diminuire le quantità dei propri rifiuti, è necessario porre la giusta attenzione fin dal momento degli acquisti.

Evita di acquistare stoviglie di plastica o prodotti usa e getta.
La loro apparente economicità e praticità rende l’utilizzo dei prodotti monouso molto diffuso: piatti, posate e bicchieri di plastica, tovaglioli, tovaglie e fazzolettini di carta, sacchetti per la spesa di plastica, ma anche batterie, macchine fotografiche, rasoi, lenti a contatto e molti altri beni di consumo, sono progettati per essere usati una volta soltanto, comportando elevati costi sociali ed un notevole impatto sull’ambiente.
Limitando l’acquisto di queste merci si riduce notevolmente il volume dei rifiuti prodotti sia in ambito domestico che non.

Scegli il “formato famiglia”.
Per i prodotti che non hanno scadenza a breve termine, è bene evitare i formati “monodose” in quanto necessitano di essere confezionati singolarmente, causando una maggiore produzione di rifiuti da imballaggio da smaltire. Al contrario, il formato “famiglia” consente non solo di ridurre la quantità di imballaggi, ma anche di conseguire un notevole risparmio economico.

Preferisci il vuoto a rendere.
Il sistema del “vuoto a rendere”, che è generalmente previsto per i contenitori e le bottiglie in vetro, ma che avviene a volte anche per le bottiglie in plastica, consente di ridurre la produzione di rifiuti con un notevole risparmio di materie prime.

Preferisci prodotti venduti al banco.
L’acquisto al banco di prodotti come frutta e verdura, salumi e formaggi o prodotti da forno (pane, pizza, dolciumi), permette di ridurre la produzione di materiali di scarto, oltre che di controllare con maggiore facilità la quantità, la qualità e la freschezza dell’alimento.

Dove è possibile scegli prodotti ricaricabili.
Quando è possibile, utilizza le ricariche dei prodotti (refill). Ciò ti permetterà di ridurre la quantità dei rifiuti da imballaggio, oltre che di conseguire anche un risparmio economico.

Preferisci prodotti concentrati.
Un prodotto compatto e concentrato permette di ridurre notevolmente il volume dell’imballaggio. Inoltre, prodotti di questo tipo, richiedendo una quantità minore di materie prime per il confezionamento, incidono meno anche sui costi e sull’impatto ambientale relativi al trasporto.

Riduci il volume del rifiuto.
La riduzione dei rifiuti domestici riguarda, oltre che la loro quantità, anche la loro voluminosità. Comprimere il volume della spazzatura, schiacciando, ad esempio, le bottiglie di plastica, le lattine o le scatole di cartone, permette ai cassonetti di contenere una maggiore quantità di rifiuti e ai mezzi di trasporto della nettezza urbana di ridurre il numero dei viaggi.

Scegli prodotti durevoli, riparabili e intercambiabili.
È importante fare attenzione alla qualità del prodotto e alla possibilità di sostituirne o ripararne le singole componenti: moltissimi oggetti di uso comune hanno un ciclo di vita breve e quando si rompono, il più delle volte non sono riparabili, oppure la loro riparazione risulta più costosa dell’acquisto di un pezzo nuovo. In altri casi, quando a usurarsi è solo una parte dell’oggetto che non è possibile sostituire, diviene necessario riacquistare l'intero prodotto.

R come Riduzione

La riduzione dei rifiuti, intesa sia come diminuzione della produzione che come riduzione dei quantitativi da smaltire in discarica, consente di:
· risparmiare le materie prime impiegate nei processi produttivi, le quali, non essendo rinnovabili, sono disponibili in natura in quantità limitata;
· risparmiare l'energia necessaria per produrre i beni di consumo, limitando l'inquinamento ed il conseguente impatto ambientale.
La normativa vigente (“Testo Unico dell’Ambiente”, D. Lgs. 152/06) definisce le azioni finalizzate a favorire la prevenzione e la riduzione della produzione dei rifiuti:
- lo sviluppo di tecnologie pulite che consentano un maggior risparmio di risorse naturali;
- la promozione di azioni di informazione e sensibilizzazione rivolte a cittadini ed operatori del comparto economico-produttivo;
- l'immissione nel mercato di prodotti che consentano di ridurre la produzione di rifiuti;
- la promozione di accordi e contratti di programma finalizzati alla prevenzione ed alla riduzione della quantità e della pericolosità dei rifiuti. Nel rispetto della vigente normativa, ogni singolo attore di sistema è chiamato ad assumere comportamenti virtuosi, operando quotidianamente scelte responsabili e sostenibili, attraverso cui ridurre al minimo l’impatto ambientale dei propri consumi, e divenendo parte attiva all’interno del Ciclo Integrato dei Rifiuti.

lunedì 27 aprile 2009

R come Riutilizzo

Il riutilizzo è una pratica fondamentale che permette, attraverso semplici gesti, di conseguire una notevole riduzione della quantità di rifiuti prodotti. Spesso, infatti, ci si disfa di un oggetto non appena si ritiene non più utilizzabile, oppure superfluo: utilizzare più volte uno stesso oggetto, anche in modo diverso rispetto alla sua originaria funzione, prolungandone la “vita” e l'utilità prima di considerarlo rifiuto, rispetta pienamente il principio di sostenibilità delle risorse a disposizione. Per questo motivo è importante scegliere, al momento dell’acquisto, prodotti che siano riutilizzabili, come pile ricaricabili o borse per la spesa in cotone o in juta.
Riparare
È bene verificare la possibilità di riparare un oggetto prima di gettarlo definitivamente.
Vendere o donare
Prima di ricorrere all'acquisto o allo smaltimento di beni durevoli, quali vestiti, mobili o elettrodomestici, è opportuno considerare la possibilità di rivenderli o donarli, incrementando in tal modo le pratiche di riutilizzo.
Reinventare
Con un po’ di fantasia possiamo reinventare la destinazione d’uso di molti degli oggetti di uso quotidiano: una bottiglia di plastica può diventare un vaso o un imbuto, le lattine possono diventare dei portapenne, i barattoli per alimenti possono essere usati come portaoggetti.

LE R PER L'AMBIENTE

Una gestione dei rifiuti corretta e sostenibile è possibile attraverso l’assunzione di comportamenti e abitudini consapevoli e responsabili, che consentano un minore impatto sull’ambiente e un risparmio di risorse naturali. Produrre meno rifiuti, riutilizzare il più a lungo possibile gli oggetti di uso quotidiano e valorizzare i materiali di scarto attraverso la raccolta differenziata, permettendo di reinserirli nei cicli produttivi, sono pochi e semplici gesti quotidiani sufficienti per dare il proprio contributo nella piena
valorizzazione dei nostri rifiuti, da intendere oggi come una preziosa risorsa utile per noi e per l’ambiente.

sabato 25 aprile 2009

Chi fa la Raccolta Differenziata... Rigattieri

Polizia e carabinieri sono intervenuti presso la discarica di Bellolampo, a Palermo, dove da questa notte 41 ambulanti addetti alla raccolta di materiale ferroso hanno impedito l’accesso agli autocompattatori dell’Azienda Amia, determinando il blocco delle operazioni di conferimento di rifiuti solidi urbani del capoluogo e dei comuni della Provincia.L’arrivo delle forze dell’ordine ha portato i manifestanti ad allontanarsi pacificamente dal luogo, consentendo la ripresa delle attivita’ di sversamento dei rifiuti.Tutti i 41 manifestanti che hanno partecipato alla protesta sono stati identificati dai poliziotti e verrano denunciati per partecipazione di manifestazione non preavvisata e interruzione di pubblico servizio. Sono stati sottoposti a sequestro preventivo due autocarri utilizzati per la realizzazione del blocco davanti all’ingresso della discarica.Mentre i manifestanti si allontanavano, gli agenti hanno proceduto al controllo di Gioacchino Zerbo, 32 anni, palermitano che, pur non appartenendo alla categoria dei dimostranti, era riuscito a raggiungere la discarica confondendosi tra i rigattieri ed inveendo nei confronti dei poliziotti presenti.Invitato ad allontanarsi, ha reagito violentemente ed ha ferito due agenti. Cosi’ e’ stato arrestato per violenza, resistenza, lesioni a pubblico ufficiale e anche per essersi rifiutato di fornire le proprie generalita’.Ieri la polizia ha arrestato Michele Cascino, 29 anni, anche lui palermitano. Il giovane e’ stato fermato nel corso dei disordini avvenuti davanti Palazzo delle Aquile e deve rispondere di tentato omicidio in concorso con persone rimaste ignote, resistenza e lesione a pubblico ufficiale.
Livesicilia.it

Gestione in Rete

Appare sempre più chiara l’indispensabilità della creazione di un Sistema di Rete per la corretta gestione dei nostri rifiuti. Ma di quale rete parliamo?
Immaginiamo, quindi, che il Sistema in rete di cui parliamo, attivi il Ciclo integrato di Gestione dei Rifiuti in cui ogni singolo elemento debba riacquistare centralità e dignità. Le strade rappresentano le linee della rete; i cassonetti i punti primari di raccolta; i mezzi circolanti la modalità di trasporto dei rifiuti; i vari centri di raccolta e smaltimento non semplici punti d’arrivo ma di lavorazione, affinamento, e reinserimento nel circuito del riutilizzo e del consumo che riparte dalle nostre abitazioni.Immaginiamo, quindi, che il Sistema in rete di cui parliamo, attivi il Ciclo integrato di Gestione dei Rifiuti in cui ogni singolo elemento debba riacquistare centralità e dignità. Le strade rappresentano le linee della rete; i cassonetti i punti primari di raccolta; i mezzi circolanti la modalità di trasporto dei rifiuti; i vari centri di raccolta e smaltimento non semplici punti d’arrivo ma di lavorazione, affinamento, e reinserimento nel circuito del riutilizzo e del consumo che riparte dalle nostre abitazioni. Ciò significa che tra i punti della rete è necessario che si strutturi una vera e propria partnership, assicurata dalla reciproca conoscenza e necessità; il che richiede una maggiore chiarezza informativa circa il sistema di gestione integrato dei rifiuti e circa il ruolo e le funzioni di tutti gli attori, una coscienza reciproca, la nascita di un senso di appartenenza, di una riconosciuta interdipendenza, di una sensazione di appartenenza ad una struttura pienamente affidabile e funzionante.

venerdì 24 aprile 2009

Firmata la Carta di Siracusa

Siracusa, 24 apr. - (Adnkronos) - Si e' concluso con l'adozione della Carta di Siracusa sulla biodiversita' il G8 Ambiente ospitato per tre giorni a Siracusa, che ha visto presenti i Ministri e le delegazioni di venti Paesi. La Carta costituisce un punto di riferimento fondamentale dal quale far ripartire l'impegno per definire nuovi e comuni strategie per il post- 2010. I principi essenziali alla base della Carta sono che la biodiversita' ed i servizi eco sistemici sono essenziali per la vita sulla Terra, per il benessere dell'umanita' e per il conseguimento di tutti gli obiettivi del millennio; che la biodiversita' e gli ecosistemi hanno un grande valore economico e possono contribuire in maniera importante alla risoluzione dell'attuale crisi economica e finanziaria globale, che e' urgente identificare un percorso comune che ci conduca a nuovi obiettivi per il post-2010.'Abbiamo conseguito risultati importanti che aiutano il dibattito -ha detto il Ministro per l'Ambiente e la Tutela del Territorio e del Mare Stefania Prestigiacomo , a conclusione del G8 Ambiente- sulle tematiche ambientali in un anno particolarmente importante per le scelte sui cambiamenti climatici e biodiversita' , per arrivare alla Conferenza Onu di Copenhagen del prossimo Dicembre''. La Presidenza italiana ha redatto un Chair Summary di tutti i partecipanti raccogliendo positivamente le indicazioni emerse a conclusione della riunione di Kobe.

USA Obiettivo Energia Pulita

Siracusa, 23 apr. - Gli obiettivi degli Stati Uniti sono oggi l'energia pulita e l'efficienza energetica. Lo ha affermato Lisa Jackson, nel corso di una conferenza stampa tenuta a margine degli incontri del G8 ambiente di Siracusa. "Il presidente Obama e il suo staff sono concordi del fatto che si possono raggiungere questi obiettivi". Facendo riferimento alla sessione di lavoro di domani del vertice, dedicata a 'Salute dei bambini e ambiente', la Jackson ha sottolineato: "come madre ritengo che la salute dei bambini sia molto importante e domani mi concentrero' su questo tema, perche' bisogna aiutare le generazioni future".

giovedì 23 aprile 2009

Qualche Perplessità UE

Il presidente della commissione Ambiente di Confindustria Aldo Fumagalli, non nasconde la preoccupazione rispetto ''al pacchetto Ue'' che ha ''perso per strada'' il ruolo dell'efficienza. ''Raggiungere il 20% di efficienza - spiega Fumagalli - deve essere preso in considerazione anche per il taglio delle emissioni del 20%''. A questo proposito, dice: ''Installare 8.500 Mw in 12 anni costerebbe circa 50 miliardi di euro pari a una produzione di 10 Twh'', la stessa cosa si potrebbe ottenere ''con il cambio dei motori elettrici''. ''Il risparmio energetico e' senza dubbio l'energia 'alternativa' con il maggiore potenziale. E' disponibile, sicura e non richiede alcun investimento'', ha affermato l'amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, secondo il quale si stima che anche con ''adeguati incentivi ede evoluzioni tecnologiche sia possibile catturare e stoccare solo il 5-10 per cento delle emissioni antropiche''. ''Bisogna cambiare passo sul risparmio energetico'', ha detto quindi l'amministratore delegato di Edison Umberto Quadrino per il quale servono maggiori ''vincoli sulle costruzioni e sui trasporti''. Secondo la Banca Mondiale, occorre una ''rivoluzione nel settore energia''. Lo scenario e' di 18 mila turbine eoliche l'anno, 20 reattori nucleari ogni anno, 300 centrali solari. Il problema e' attuare questa rivoluzione. Ma serve investire, ha detto il direttore generale del ministero dell'Ambiente, Corrado Clini. ''La Cina - ha riferito Clini - ha destinato il 38% delle risorse previste per la ripresa economica alla crescita verde mentre a livello Ue la quota e' tra l'8 e il 12 per cento''. Interventi necessari visto che, ha detto il segretario esecutivo della Convenzione sui cambiamenti climatici delle Nazioni unite, Yvo de Boer, i cambiamenti climatici sono ''reali''. E al 2015, potrebbero essere 375 milioni le persone colpite ogni anno da calamita' legate al cambiamento climatico. (ANSA).

G8 Ambiente di Siracusa... I primi Accordi

Un patto per il clima da ripensare in chiave di eco-tecnologie, a partire dalla cattura e stoccaggio della Co2, alla quale l'Italia ha aderito, ma soprattutto dell'efficienza energetica. Non basta piu' ridurre le emissioni. Ora la parola d'ordine e' concentrarsi su forme di finanziamento certe, riconosciute a livello globale, per la crescita sostenibile. L'appello viene dal G8 Ambiente di Siracusa, aperto, nel giorno in cui il mondo e' mobilitato per l'Earth Day, dal ministro Stefania Prestigiacomo, che ha sottolineato l' importanza di un accordo globale ''condiviso'' sul clima e ha siglato con l'Australia un'intesa per entrare nella rete dei progetti per la cattura e lo stoccaggio della Co2. ''Alla Maddalena - ha detto il ministro - deve arrivare un messaggio molto forte e molto chiaro: queste tecnologie sono in parte gia' disponibili e abbiamo la necessita' di investire di piu' ma soprattutto la responsabilita' di fare in modo che queste tecnologie siano disponibili nei paesi in via di sviluppo ai quali chiediamo di non usare piu' il petrolio''. Dal mondo dei produttori di energia un richiamo soprattutto all'efficienza energetica e al risparmio ''la vera fonte alternativa''. In particolare, sullo stoccaggio della Co2, accordo tra il ministro Prestigiacomo e il ministro Australiano Tony Burke, insieme all'amministratore delegato dell'Enel Fulvio Conti. L'Enel sara' infatti uno dei membri fondatori del Global carbon capture and storage institute, l'istituto che in Australia studiera' le tecnologie di cattura della CO2, coinvolti anche Gran Bretagna, Germania, Olanda e Francia; oltre a Stati Uniti, Canada, Australia, Giappone e Sud-Africa. E l'Enel ha ricordato i 100 milioni di euro dall'Ue per il progetto di cattura della Co2 per la centrale di Porto Tolle in provincia di Rovigo. Al primo posto, pero', anche l'efficienza energetica.

martedì 21 aprile 2009

G8 Ambiente, Sostenibilità con occhio ai più deboli

Il potenziamento delle tecnologie a basso consumo di carbonio sara’ il primo punto sul tavolo del G8 Ambiente che si aprira’ domattina al Castello Maniace di Siracusa sulla tematica dei cambiamenti climatici e della difesa della biodiversita’. A parlarne e’ stato il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, in occasione di una conferenza stampa tenutasi nel pomeriggio a Palazzo Vermexio, sede del Comune di Siracusa. “Potenziamento inteso - ha spiegato la Prestigiacomo - come diffusione di queste nuove formule dai Paesi sviluppati verso quelli emergenti e sottosviluppati, che possa consentire a questi ultimi una crescita ecosostenibile che vada di pari passo con l’impegno dell’occidente per la riduzione delle emissioni e per l’efficienza energetica. L’impegno mostrato dall’occidente verso il potenziamento delle tecnologie a basso consumo di carbonio e’ testimoniato nella sottoscrizione, da parte dell’Europa, del cosiddetto Pacchetto 20-20-20, che contempla ampia attenzione per la diffusione di queste tecnologie”. Ed ancora sulla difesa della biodiversita’, il ministro ha ricordato come purtroppo non abbia sortito gli effetti sperati il protocollo “Target 2010″, con impegni poco perseguiti da parte dei Paesi che ne erano stati sottoscrittori.“Ed allora - ha proseguito la Prestigiacomo - dalla Carta di Siracusa che verra’ fuori da questo G8 dovra’ emergere la necessita’ di adozione in merito di azioni che siano anche culturali, con l’opinione pubblica mondiale affiancata alle istituzioni”. Da questo G8 partira’ altresi’ lo slogan “Biodiversity is Business”, per promuovere la biodiversita’ non piu’ solo come limite ma anche come risorsa ed opportunita’ di sviluppo. Ma su proposta di Giappone e Usa in questo G8 si discutera’ anche di sostenibilita’ ambientale da contrapporre all’inquinamento anche in correlazione con la salute dell’infanzia.“È un dovere dei governi e della comunita’ internazionale - ha concluso il ministro - preoccuparsi dei soggetti piu’ vulnerabili, di coloro i quali hanno capacita’ piu’ ridotte di difesa dall’esposizione ai rischi ambientali”.
www.livesicilia.it

Tink the Different

Il consumatore finale dei prodotti è il primo operatore della dismissione: che si tratti di beni durevoli o a breve vita, il loro destino post-consumo si determina in base alla volontà dell’utente e alle sue convenienze nell’agire in un determinato modo. Il consumatore, nella molteplicità comportamentale propria di questa indifferenziata figura generica, ha bisogno di essere educato (spesso non consapevolmente) ad un nuovo modello comportamentale, sopportando uno sforzo di adeguamento che, in certe realtà sociali del nostro paese, risulta estremamente difficoltoso per un’innata attitudine al sospetto e alla pigrizia rivolta nei confronti di qualsivoglia sforzo di innovazione. Nell’approccio al tema del “rifiuto” è oggi preferibile parlare di “dismissione” piuttosto che di “smaltimento”, in quanto si tratta di un processo che sottende ulteriori percorsi del rifiuto stesso, successivi alla sua apparente e momentanea inutilità. In funzione dell’educazione sociale al problema qui sollevato, bisognerebbe sollecitare la comprensione che lo “smaltimento” non coincide necessariamente con l’ultima fase di vita dell’oggetto, ma con un momento di passaggio verso possibili utilità diverse da quella consuete.
«Think different»…afferma un riuscito messaggio pubblicitario di una nota ditta informatica, portatrice di una linea strategico/produttiva ben riconoscibile nel confuso mercato del computer: bisognerebbe trasporre il senso di un simile messaggio al modo di essere di un sistema come quello del ciclo integrato dei rifiuti, per il cui effettivo successo è indispensabile una collaborazione di massa tesa verso l’obiettivo comune.

Prima di essere Riufiuto

Per lo studio di una corretta strategia di gestione, nel settore della gestione dei rifiuti solidi urbani, è indispensabile avere chiaro il percorso che un bene di consumo compie prima e dopo essere entrato nel sistema di utenza, che ne rappresenta il ciclo di trasformazione. Per la realizzazione di un adeguato Sistema di Rete, bisogna avere e creare certezza dei ruoli.
La discussione legata alla gestione dei rifiuti, ed alla necessità di attuarne il Ciclo Integrato tramite la realizzazione di un Sistema a Rete, non può prescindere dal coinvolgimento di tutti i singoli attori di sistema. Ogni comportamento, tende infatti, a generare altri comportamenti diretti e consequenziali, Il comportamento della Produzione incide direttamente su quello della Distribuzione che a sua volta determina quello del Consumo, il quale indiscutibilmente influisce su quello della Raccolta e della Trasformazione. Appare sempre più chiara l’indispensabilità del coinvolgimento e del contributo di tutti i sistemi coinvolti, affinché ogni singolo cittadino abbia un reale riscontro e ritorno del proprio impegno nel contribuire al passaggio da una politica di smaltimento dei rifiuti ad una di gestione.

lunedì 20 aprile 2009

Un Concetto importante... il Sistema di Rete

Ogni sistema di rete basa la propria efficacia sul relativo equilibrio interno e sul metodo con cui i fattori esterni vi interagiscono. Immaginare, per il settore dei rifiuti, un SISTEMA DI RETE consente di interpretarne correttamente i meccanismi di interdipendenza e funzionamento, definendo al contempo le strategie capaci di modificarne, coordinarne e determinarne comportamenti uniformi. Per lo studio di una corretta strategia di gestione, nel settore a cui ci riferiamo, è indispensabile avere chiaro il percorso che un bene di consumo compie prima e dopo essere entrato nel sistema di utenza, che ne rappresenta il ciclo di trasformazione. Per la realizzazione di un adeguato Sistema di Rete, bisogna avere e creare certezza dei ruoli.
La discussione legata alla gestione dei rifiuti, ed alla necessità di attuarne il Ciclo Integrato tramite la realizzazione di un Sistema a Rete, non può prescindere dal coinvolgimento di tutti i singoli attori di sistema. Ogni comportamento, tende infatti, a generare altri comportamenti diretti e consequenziali, Il comportamento della Produzione incide direttamente su quello della Distribuzione che a sua volta determina quello del Consumo, il quale indiscutibilmente influisce su quello della Raccolta e della Trasformazione.

Sei Sicuro che non dipenda anche da TE?

Il rifiuto è di per sé sinonimo di inquinamento, qualcosa che pur essendo prodotto dall’ambiente è extra-ambientale, cioè quella “scoria” che la natura non riesce a rimettere nel proprio ciclo vitale. È tanto palese quanto contraddittorio che gli unici rifiuti che la natura non riesce ad auto-rigenerare sono quelli prodotti dall’uomo. In una corretta cultura ambientale bisogna evidenziare come il sistema mondo è un sistema finito e non infinito e tutto ciò che non si riesce ad auto-rigenerare, si accumula, rappresentando un notevole peso sia in termini ambientali che in termini economici. Un primo importante obiettivo è, quindi, quello di far crescere la consapevolezza sulla questione dei rifiuti, informando circa i pro ed i contro di ogni soluzione strategica, tecnica e gestionale; cercando la collaborazione di tutti i sistemi di utenza, al fine di aumentarne l’efficacia sinergica e di favorire la diffusione e la corretta interpretazione delle informazioni. L’importanza della comunicazione è proprio quella di promuovere una partecipazione attiva all’uso razionale delle risorse, alle iniziative di raccolta differenziata, al risparmio energetico, ma anche quello di fare in modo che ogni singolo attore del Sistema interloquisca e si relazioni quotidianamente su di un nuovo decalogo comportamentale. In definitiva la comunicazione ambientale deve promuovere una nuova cultura del benessere sostenibile, restando chiaro che il diritto ad avere un mondo più pulito non può prescindere dalla volontà di renderlo tale.

sabato 18 aprile 2009

Giornale e/o Virtuale ?

È giusto, come ha fatto Ugo Piazza, preferire il giornale on line a quello cartaceo lanciando addirittura una campagna, dal sapore alquanto guascone, anti-acquisto di quest’ultimo? E non ha ragione chi sostiene invece che godendo del sole nei giardini sia più agevole leggere il cartaceo? Questa bella e romantica immagine di Mariaeugenia Parito ha già in sé la spiegazione del dilemma: analogamente a quanto è successo con l’avvento dei motori meccanici alle carrozze trainate dai cavalli che hanno perso progressivamente la millenaria funzione di mezzi da trasporto per relegarsi a strumento per passeggiate romantiche nei parchi cittadini, lontano o almeno a parte dal traffico degli affari umani che inevitabilmente intralciano, così è dei tabloid che da ogni parte perdono mercato, acquirenti ed inserzionisti, come lo fu dei fabbricanti di fruste, finimenti e di ogni altra produzione che a quel genere di trasporto si dedicavano. Ciò non implica che non se ne producano più ma, semplicemente, che vengano dedicate ad altro tipo di utenza, amatoriale e, appunto, romantica, nel senso popolare del termine! Dunque l’appello lungi dall’essere sfrontato è piuttosto improntato al discernimento di chi sa distinguere nel suo tempo le cose che hanno senso, che si vanno colmando di significato, comunicandole e diffondendole e contribuendo così alla creazione di un contesto attuale e reale. Per ciò è sbagliato sostenere chi si ostina a produrre giornale cartacei, specie se lo si fa con risorse pubbliche, distogliendo investimenti che avrebbero maggior senso se dedicati ad imprese più congrue e redditizie sia dal punto di vista economico che funzionale. Quanto alla mutazione indotta dall’avvento delle nuove tecnologie per la comunicazione, stando a quanto sostenuto da Susca-De Kerckhove, non ce ne dovremmo dolere più di tanto, o no?
Giovanni vitale

venerdì 17 aprile 2009

Revolution

“Perché insieme usciamo sempre dai guai e difendiamo la terra dall’ombra della guerra, il nostro cuore batterà sempre per la libertà e i loro intrighi e loschi piani il nostro raggio spazzerà... che ha una forza invincibile nell'energia solare...
Chegevara? No 1977 sigla di Daitan 3 cartone animato per bambini.
Oggi trasmettono i Teletubbis... non c’è altro da dire.

Leggendo un bel libro

Leggendo il bel libro di Corrado Augias e Vito Mancuso su Dio e dintorni mi sovvengono le seguenti considerazioni: La mia fede e la mia teologia coincidono con il pensiero di Vito Mancuso tranne in un punto dove invece mi trovo d'accordo con il Dr. Augias ( a cui va il mio ringraziamento per il libro illuminante Inchiesta sul Cristianesimo). Cioè La Chiesa Istituzione che non è la Chiesa di Cristo. La Ecclesia di Cristo è una comunità di amore (vedi Atti degli Apostoli dove si trova la prima cellula comunista della storia " e misero i loro beni in comune"). Vero è che nell'ambito della Chiesa cattolica esistono persone e comunità "vere seguaci del Cristo" e mi dispiace che entrambi gli autori nell'enunziare chiari esempi di Chiesa spirituale da contarpporre alla Chiesa-Istituzione hanno dimenticato di citare Padre Pino Puglisi ( il sacerdote che mi ha sposato il 17.4.1971), vero autentico seguace di Cristo, che non ebbe paura di condannare la mafia a costo del martirio, mentre la Chiesa- Istituzione vuole dichiarare santo Pio XII, che avrebbe dovuto, sull'esempio di Cristo, condannare apertamentte Hitler a costo di perdere il Vaticano sotto i colpi dei cannoni tedeschi ( Gesù non ha forse perso la Vita? o la Santa Sede è più importante?). Caro Vito lo scandalo "Welby" ed "Englaro" mettono a nudo l'ipocrisia della Chiesa-Istituzione che assomiglia tanto agli scribi e i farisei chiamati da Gesù Sepolcri imbiancati e razza di vipere.
Perchè invece i tanti spiriti liberi che ci sono in giro non si mettono insieme per rifondare la vera Chiesa di Cristo ? Magari organizzando convegni, trasmissioni televisive, istituendo blog (internet fa miracoli quanto a diffusione del pensiero libero) . Io mi metto fin d'ora a disposizione per diffondere la "vera parola di Dio".
Sergio masi

giovedì 16 aprile 2009

Solidarietà... ma è necessaria?

Credo che la tragedia che ha colpito l'Abruzzo sia stata veramente sentita umoralmente da tutti, anche da troppi; solidarietà all'Abruzzo? catene umane? aiuti da tutta Italia? tutto bello, tutto giusto, quanto ipocrita! La storia del nostro paese insegna che, ci sono ancora zone colpite da eventi catastrofici anche un ventennio fa, che aspettano di essere ricostruite. Un atto concreto? il governo annulli gli incassi dei premi del superEnalotto e delle lotterie che sono già pronti e contanti, vediamo come reagiscono gli Italiani giocatori visto che è giusto ricordare che nel nostro paese dopo la Fiat e l'Enel l'azienda che fattura di più è proprio quella delle lotterie di stato.

mercoledì 15 aprile 2009

Comunicazione Pubblica... non per tutti!

La Comunicazione Pubblica Istituzionale è una branca specialistica rivolta alla determinazione delle corrette strategie di relazione con i sistemi sociali organizzati in Stato. Essa non ha nulla a che vedere con la comunicazione commerciale che è una comunicazione di prodotto, ma riguarda essenzialmente solo alcuni ambiti relazionali; nello specifico bisogna chiarire che in comunicazione pubblica possono essere ricomprese esclusivamente:
La comunicazione politica, che è una comunicazione di programma, prospettica centrata su degli intenti strategici.
La comunicazione Istituzionale Amministrativa, che è una comunicazione di risultato.
La comunicazione Pubblica pura, che è una comunicazione di servizio o al pari di disservizio
La comunicazione d'emergenza, che è una comunicazione per la gestione di uno specifico evento o condizione. Tutto il resto non è comunicazione pubblica, quest'ultima mira a creare dei percorsi di condivisione progettuale con i propri interlocutori e non a spingerli a compiere delle scelte tra varie offerte, come quella commerciale. Per questo motivo chi fa la prima non può essere altrettanto abile a determinare la seconda.

martedì 14 aprile 2009

Comunicare... finalmente verso la professione

L’esigenza ormai inderogabile di sviluppo del Paese richiede Amministrazioni capaci di elaborare ed attuare politiche efficaci di vero sostegno ed informazione per i cittadini, non più semplici utenti ma “clienti del territorio”. Ecco che nasce una nuova esigenza fino ad oggi relegata esclusivamente ai settori produttivi privati; essere competitivi anche per il comparto pubblico: nei servizi, nell’accesso all’informazione, nella produzione legislativa e regolamentale, nella comunicazione e nel rapporto con l’impresa e la creatività.
Tale competitività, in Italia, tardiva rispetto al panorama internazionale, richiama le Amministrazioni Pubbliche, a dover modernizzare l’organizzazione del proprio lavoro, ancora troppo spesso, legata a vecchi schemi e modelli operativi non più al passo con i cambiamenti culturali e tecnologici ed ancora basata su un concetto generalizzato ed uniforme di utenza e non su quello più appropriato di “Sistema di Utenza”. Non è certamente un caso che le specializzazioni professionali legate allo sviluppo delle strategie di Comunicazione Pubblica Istituzionale stiano diventando una delle professionalità più richieste del momento. Si va sempre più consolidando la crescente consapevolezza della Pubblica Amministrazione di dover iniziare a comunicare se stessa, la propria dignità ed il proprio ruolo, nel voler generare un nuovo sentimento di fiducia nei cittadini e di collaborazione con le realtà produttive del paese.
Per fare questo non bastano leggi e regolamenti, pur indispensabili nella loro funzione, ma ci vogliono conoscenze, professionalità, un clima diffuso di propensione al cambiamento ed un sistema di servizi capaci di sostenere i comparti produttivi , bisogna inderogabilmente iniziare a pianificare gli obbiettivi governando le risorse in una logica d’insieme.

lunedì 13 aprile 2009

Se ad un anglosassone...

Se ad un anglosassone che mastica di comunicazione si chiede che differenza c’è tra giornale e blog non esiterà a rispondere che il blog riporta opinioni mentre il giornale riporta i fatti. Ora, prescindendo da tare universali quale la “circolarità” delle notizie di wolfiana memoria, gli italiani sappiamo bene che invece è cosa rara che i nostri giornali, a prescindere dal canale usato (carta, tele, radio), si concentrino sui fatti: i nostri giornalisti sono quasi all’unanimità opinion maker, dal giornalino scolastico alle generaliste nazionali. Presumibilmente si deve a ciò se un blog italiano conquista le alte classifiche mondiali mentre lo stesso non si è mai dato per i nostri giornali… e se ha certamente ragione Ugo Piazza nel denunciare la stereotipia della nostra televisione, io ritengo che il discorso vada esteso a tutto il sistema informativo nazionale ricco, ahinoi, di filosofi, storici e letterati il più delle volte completamente digiuni di ontologia, epistemologia, gnoseologia e linguistica ma bravissimi a cantare in coro, nello scavalcare le file e farsi notare dal maestro. Fortunatamente da un po’ di anni a questa parte anche in Italia si è cominciato a studiare seriamente la comunicazione, non sempre né dappertutto, ma lo si fa e, secondo me, lo si incomincia ad intravedere in qualche picco di qualità che, timidamente, va emergendo in giro. Speriamo bene!
Giovanni Vitale

giovedì 9 aprile 2009

Palinsesto Cercasi...

Parlando con un vecchio amico, ideatore un ventennio fà ,di un nuovo modo di fare televisione in Sicilia e ragionando sulla situazione dei palinzesti televisivi regionali e non solo, è venuta fuori una considerazione tanto interessante quanto vera; nel nostro palinzesto televisivo sono venute a mancare sempre di più e oggi quasi totalmente, le così dette "schegge impazzite".
Mancano ciòè dei format, programmi, approfondimenti ,chiamiamoli come ci pare "Fuori". Fuori dalle regole convenzionali, dagli schemi classici di regia e montaggio, ma ancora di più fuori da contenuti ormai completamente steriotipati e classificati. Manca una televisione futurista e contemporanea, e non stiamo parlando di una televisione di opposizione, quella è un altra cosa a mio parere abbastanza inutile, stiamo parlando di una cultura televisiva ferma, arenata su se stessa imbrigliata in una spirale che la porta a gravitare sempre sulla stessa orbita. Io non credo che non ci sia libertà televisiva nel nostro paese, noi che non abbiamo esperienze di questo tipo non possiamo neanche capire che vuol dire la parola Censura, credo piuttosto che manchi la voglia di comunicare in televisione ormai steriotipata nella sola esigenza di informare, che è cosa ben diversa. Manca una programmazione coraggiosa, ricca di fantasia e voglia di sperimentare, elementi che rappresentano la vera opposizione e un concreto contributo ferso la libertà intellettuale e la crescita culturale dii una comunità.

mercoledì 8 aprile 2009

Proverbio Cinese

Dicono i cinesi "due terzi di quello che vediamo, è dietro i nostri occhi" cosa significa? direbbe Albert Eistein... significA che se abbiamo una teoria che ci piace, che ci soddisfa, che ci sembra buona tendiamo a esaminare i fatti secondo quella teoria. Piuttosto che ossercvare obbiettivamente tutti i dati disponibili, tendiamo a cercare solo conferme a quella teoria. la nostra stessa percezione è fortemente influenzata, determinata dalla teoria che abbiamo scelto. In altri termini vediamo, sentiamo, percepiamo quello che tende a confermare la nostra teoria e, semplicemente tralasciamo tutto il resto.
(Segnalato da Marco Antona)

martedì 7 aprile 2009

Non so cosa ti dia la certezza che i terremoti non si possano prevedere

Non so cosa ti dia la certezza che i terremoti non si possano prevedere. Sei forse del mestiere? A me basta che un ricercatore che fa con coscienza e ripeto con coscienza il proprio mestiere lo abbia PUBBLICAMENTE annunciato specificando che è solo da 10 anni che riescono a prevedere che ci sarà una forte scossa alla distanza di 120 150 km dai loro strumenti (che sono dati precisi) ; mi basta e mi convince.Mi basta perchè credo che sia duro al giorno d'oggi andare controcorrente, rischiare di perdere il lavoro, mettersi alla berlina di tutti gli increduli come te, magari beccarsi una denuncia e finire in carcere solo per non creare il panico...il panico è venuto da sè in seguito. Mi basta perchè credo nella capacità delle menti italiane, nella Ricerca (alla faccia di chi non vuole) e nei risultati, soprattutto quando hanno dei riscontri così importanti.Mi convince perchè sono un'ottimista e mi piace pensare che se qualcuno si prende la briga di studiare questi fenomeni e fa solo questo nella vita, lo fa perchè sa di poter dare un contributo al'Umanità con le sue scoperte e tutto bisogna fare tranne che dargli dell'imbecille.Ma in fondo non hai torto quando dici che "né in Giappone né in nessuna altra parte del mondo è mai stato previsto in anticipo un terremoto"...potrebbe essere la prima volta, e in questo caso la scienza avrebbe fatto un passo avanti, o forse è arrivato il matto che incautamente ha rivelato qualcosa che noi non siamo in grado di accettare.Guarda che sapere che arriverà una scossa distruttiva senza avere la precisione del giorno dell'ora e possibilmente del secondo, non fa comodo a nessuno:non fa comodo alla gente, che ha mille impegni e preferisce pensare che si stiano sbagliando, tanto il terremoto da noi non è poi così frequente...non fa comodo alle autorità competenti, perchè non saprebbero come organizzare ed affrontare una eventuale evacuazione a tempo indeterminatonon fa comodo ai politici che non saprebbero che partito sposare pur di non perdere terreno...L'unica certezza che abbiamo è che non abbiamo certezze ma probabilità, che siamo un paese in regressione che non ha i fondi per saldare o arginare il debito con l'estero, figuriamoci se si può pensare a buttare giù tutte le case che non rispondono ai requisiti minimi antisismici anche soltanto nelle zonea forte rischio...e poi ricostruirle con i dovuti criteri. Così ci accontenteremo che le butti giù il terremoto se capita, sperando nel buon Dio che nessuno ci rimanga sotto, e poi forse un giorno, quando ci saranno i fondi qualcuno le ricostruirà...Messina sta ancora aspettando. Si fai bene a non credere nelle previsioni dei terremoti è meglio non saperlo.E scusa se mi sono permessa di pensarla diversamente da te.
(Stefania Tattavitto)

The Show Must Go On

Chi ha detto, chi ha deciso, che the show must go on, perché davanti a certi eventi, che possono capitare anche molto lontano da noi, non ci si può o deve fermare? Riflettere su ciò che accade agli altri, partecipare alle emozioni altrui, sono azioni emotive veramente assenti dai nostri calendari biologici? Davvero non si può restare fermi per alimentare semplicemente la solidarietà di appartenere ad uno stesso genere naturale, quello umano; perché bisogna andare avanti per forza e a tutti i costi?
Il corso naturale della vita non stà a noi poterlo mettere in pausa, ma la nostra coscienza non ha padroni nè orari da rispettare. Solo iniziando a pensare che davanti a determinate questioni non ci sono interessi nazionali, soggettivi, di categoria o di classe, ma esiste solo l'appartenenza biologica ad un unico e esclusivo genere di vita, riusciremo a salvarci.
Anonimo (CT)

lunedì 6 aprile 2009

Trema la terra, speriamo non solo!

La fenomenologia naturale comunemente chiamata"Terremoto" è una delle manifestazioni più devastanti della natura. In questi terribili momenti, forse più che in altri, è opportuno chiedersi realmente cosa sia questa NATURA.
Forte, incontrollabile, imprevedibile, viva, a volte quasi costretta a ricordarci la nostra straordinaria fragilità, rispetto a ciò che tutti i giorni crediamo di poter controllare, incondizionatamente colonizzare e sfuttare. Un'entità che può inondare, spazzare via con i propri venti, seppellire scrollando leggermente la propria pelle. Oggi che saremo tutti incollati ai telegiornali riflettiamo su quella che è la nostra reale condizione all'interno di un sistema naturale molto più forte di noi e che illusoriamente crediamo di poter controllare. Da parte di tutti noi massima solidarietà ad una regione straordinaria come l'Abruzzo e alla sua accogliente e disponibile gente. Batte piano la vita sul mio petto, ho quasi paura che si perda, cosa sono adesso non so, resta fermo come me, ma nulla ferma il dolore e il dolore nulla ferma. Trema la terra e con essa speriamo anche qualche coscienza.

domenica 5 aprile 2009

Ora si Cambia

Aspetto ogni venerdì sera come se fosse il giorno l'ora il crepuscolo in cui la mia vita avrà finalmente una svolta, si me lo sento cambierà qualcosa di sicuro.Il fatto è che me lo ripeto ogni venerdì....
Anonimo.

Politic week-and

Ritengo molto verosimile che come ogni week-end mi dovrò difendere dall'omonima sindrome; ovvero: mal di testa che miracolosamente sparisce il lunedi quando riprendo il ritmo vorticoso della mia vita! Ma attenzione! la cura in questi casi non è l'analgesico di turno bensì tutta una serie di sotterfugi ed operazioni atte a sconfiggere subdolamente il male insinuante! come? semplice! il sabato mattina sveglia all'alba (che i primi raggi del sole si vedono e non si vedono) niente barba, comodità massima sino alle 8,30, poi vespa (mai macchina!) e giro delle riunioni politiche, conferenze stampa, vernissage istituzionali (quelle private vanno di pomeriggio!) in pratica parliamo di presenzialismo puro; così, tanto per incontrare qualcuno con cui dividere mezzo cornetto perché il caffè lo prendo intero! dopodicché passeggiatain centro a comprare cose tipo lacci delle scarpe o adesivo tenace per riparare qualcosa a casa e finalmente ritorno a casa con annesso pranzo frugale (riposare un paio d'ore leggeri). Ovviamente il ripos deve provenire sottotraccia con in sottofondo un bel documentario del National Geographic. Sveglia doccia aperitivo con gli amici e preparazione psicologica alla cena. In questo caso abbiamo due possibilità: 1) pizza fuori con gli amici bevanda rigorosamente vino (fa più digestivo) in alternativa 2) trionfo dei trionfi! la cena la preparo io ed in quel caso siamo al massimo della goduria perché sbizzarrisco la mia creatività ed alla fine pur stanco mi sento tintoretto (la cucina è arte si sa) in quel caso si pasteggia meglio perché bisogna guidare meno e quindi si pùo apprezzare di più il nettare della nostra terra. La seconda puntata quella dell domenica ve la racconto la prossima volta!
G. Idonea (CT)

sabato 4 aprile 2009

“Sincerità”, icona neocon italiana!

Finalmente dal popolo italiano una canzonetta ispirata dalla e alla tradizione nostrana. Hanno avuto ragione nel riconoscerla a Sanremo, la canzone di Arisa esprime, per dirla col grande Gino Stefani, la “continuità” del genio italico musicale, in cui si possono ravvisare tratti folclorici e colti della splendida concezione musicale italiana. La “semplice” melodia di base ammicca alla purezza armonica che fecero la fortuna di Modugno e di Puccini, una purezza che il raffinato orecchio italico coglie istintivamente, e versus cui tanti intellettuali, musicologi e musicisti hanno tribolato. Il testo poi, coi suoi richiami espliciti ai “grandi” valori, ulteriormente sottolineati nel video che accompagna la canzone (*) e nella stessa immagine della cantante, prendendo le distanze dalle bollicine, chiodi, sbreghi, nichilismo e relativismo dell’altro filone musicale ed iconografico che ha imperato negli anni scorsi, pone con pacata ironia l’accento al desiderio di ordine, onestà, benessere, raffinatezza e, sì, amore fondanti lo spirito più genuino della nostra tradizione.
Giovanni Vitale (EN)

venerdì 3 aprile 2009

COSA TI ASPETTI IN QUESTO WEEK-AND ?

Amore, sesso, svago, amici, alcol, ecc. ecc. lascia un tuo commento ne faremo un articolo.

giovedì 2 aprile 2009

Che cosa NON scomparirà nei prossimi 10 anni

Riprendo il tema del sondaggio di qualche giorno fa. In America, blog commentatori e opinionisti di tutte le risme si massacrano a furia di previsioni. Si è discusso a proposito della chiusura dei quotidiani nel 2043 (con un’esattezza sorprendente), del nuovissimo grattacielo di Renzo Piano dato in pegno per scarsità di liquidi, della migrazione definitiva di storiche testate solo più web. Qualcuno non ci sta, però, e ribatte con i numeri dell’oggi. “The Ad Contrarian”, uno dei blog di comunicazione più seguiti negli States, riporta ciò che notizia non fa ma riflettere sì. In sintesi, riporta che la tv ha raggiunto picchi di ascolto mai registrati in precedenza (aumento del 7 percento rispetto al 2000) con uno share del 99 per cento sul totale dei video visti, scaricati, sbirciati sul totale dei media (YouTube è un super-fenomeno, ma è un attore tra i tanti nel complesso). Il pensiero corre a Obama, il protagonista della campagna di comunicazione più coinvolgente della storia di tutte le campagne di comunicazione più coinvolgenti. Ha usato con abilità tutti - ripeto, tutti - i mezzi disponibili, dai social network ai quotidiani e alla tv - ricordate, pochi giorni prima del voto, gli spot da 30 minuti, non secondi! – su NBC, CBS, FOX? L’integrazione funziona, usando con accortezza i mezzi più idonei per il target (il problema è conoscerlo, il target, ma questa è un’altra storia). Gli atteggiamenti di rifiuto verso un mezzo piuttosto che un altro non sembrano funzionare: vedi - e lo dico con assoluta neutralità politica - l’eclatante caso di Beppe Grillo, tanto bravo a raccogliere, scatenare, convogliare persone sul suo seguitissimo blog quanto assai scarso nell’occupare i frame dell’immaginario collettivo per un rifiuto istintivo, quasi congenito. Il mio pensiero è quindi semplice: viviamo in un periodo di euforia mediale, con una disponibilità non paragonabile a nessun’altra. Non morirà la pubblicità, non moriranno le televisioni, così come il cinema e tutti gli altri mezzi. Si evolveranno come si sono sempre evoluti, dalla tv in bianco e nero e monocanale a Radio Londra dagli apparecchi in bachelite. Anche Internet è in evoluzione, sta a noi sfruttarla al meglio per comunicare con precisione, forza e memorabilità ciò che vogliamo comunicare.
Ugo Gaspardone (TO)

mercoledì 1 aprile 2009

Tutti alla S.p.A. !

C'è davvero tanto bisogno di benessere; anche se il trend del lusso è in calo, le S.p.A. non sembrano avere grosse flessioni. Infatti, non stiamo parlando dei tanto agognati centri benessere, ma forse dei più desiderati Consigli di Amministrazione delle innumerevoli Società per Azioni del comparto pubblico. La cosa che non si riesce a comprendere fino in fondo, almeno dal punto di vista della piena trasparenza intellettuale, è come mai la Pubblica Amministrazione, per gestire i propri servizi, abbia assoluto bisogno di generare società di capitale, S.p.A. per l'appunto. Servizi di pubblica utilità? S.p.A.. Fondi per la Cultura? S.p.A.. Opere pubbliche? S.p.A., ecc. ecc.. Ricordo come, all'università, timidi professori di gestione aziendale ci dicevano sempre che le società sono fatte dagli uomini e che ad avere importanza sono l'intelligenza imprenditoriale, di gestione, la managerialità, perfino la creatività, e non le sigle. Certo, le sigle hanno il potere generativo di creare responsabilità ... o meglio poltrone. Il problema, però, non è neanche questo. La questione che non si riesce davvero a spiegare è come mai ci sono società con più componenti di Consiglio di Amministrazione che dipendenti, come mai negli stessi ci sia una percentuale del 90% di ex-politici e solo del 10% di tecnici ...
Questo tra i tanti misteri della vita.